«Pedemontana, stop a un progetto costoso e devastante»

Protesta di nove associazioni ambientaliste brianzole contro il secondo lotto della Tangenziale di Como. «Meglio potenziare la ferrovia Como-Lecco»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Le associazioni ambientaliste brianzole, da sempre contrarie a progetti di nuove strade e autostrade pedemontane non necessarie (compreso il progetto della Varese-Como-Lecco), tornano a replicare alle affermazioni di alcuni politici regionali apparsi sui quotidiani in questi ultimi giorni, a proposito del secondo lotto della Tangenziale di Como. 

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha annunciato che «la Regione sta andando avanti», mentre il presidente del Consiglio Regionale, Alessandro Fermi di Albavilla, ha affermato che «la prima cosa è che l'opera si faccia, ma poi è necessario analizzare i progetti... credo che valga la pena andare avanti con il progetto originario e definitivo che dal punto di vista viabilistico e di impatto ambientale è certamente migliore». 

Noi replichiamo a Fontana e a Fermi che: «La prima cosa è che l’opera non si faccia, e questo indipendentemente dai progetti per il tracciato fuori terra o interrato». Infatti le sottoscritte associazioni ritengono che il secondo lotto della Tangenziale di Como non debba essere realizzato né in superficie né in tunnel, sospendendo qualsiasi ulteriore spreco di soldi pubblici in nuovi o vecchi progetti. 

Sia per il tracciato in superficie sia per quello in tunnel, l'impatto dell'infrastruttura sull'ambiente naturale circostante sarebbe insostenibile. Il passaggio in superficie devasterebbe le ultime aree agricole e naturali della zona collinare brianzola, di alto pregio ambientale. Nel caso di passaggio sotterraneo avremmo un pesante impatto sul sottosuolo e sul delicato equilibrio idrogeologico del territorio, falde acquifere in particolare. In entrambi i casi, si avrebbe dunque la deturpazione della naturalità dei luoghi.

La Como-Lecco non funziona, interrogazione in Regione

Le nostre associazioni ritengono che il problema della mobilità vada risolto in altro modo.
Se ci sono i soldi pubblici (per il progetto del secondo lotto di Como si parla addirittura di 700-800 milioni di euro!), questi devono essere investiti anzitutto nel rilancio della mobilità ferroviaria, attraverso il potenziamento delle linee esistenti e, per quanto riguarda la direttrice ovest-est, in particolare della ferrovia Como-Lecco, il cui servizio versa in condizioni pietose (stazioni per lo più fatiscenti, poche corse giornaliere, e in più: cancellazioni, ritardi, niente servizio alla domenica e in agosto).

Eppure questa linea ferroviaria avrebbe grandi possibilità di sviluppo, sia per il trasporto pendolare che per il turismo sostenibile. Deve essere contemporaneamente potenziato il trasporto pubblico tramite i bus e incentivata la "mobilità dolce", attraverso la realizzazione di piste ciclo-pedonali. 
Per le strade esistenti possono poi essere previsti interventi mirati per sistemare le criticità locali, sia sulla statale Como-Bergamo che su altre strade provinciali e locali.

Le medesime perplessità da noi espresse, sono state sostenute anche dai sindaci di Senna Comasco e di Alzate Brianza, che si sono detti altrettanto contrari al progetto del secondo lotto. 

In definitiva, le associazioni ambientaliste chiedono che si metta la parola STOP a un progetto inutile, costoso e devastante!

Le associazioni firmatarie:
Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera
Le Contrade - Inverigo
WWF Insubria
L'Ontano - Montorfano
Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" - Alzate Brianza 
Il Gambero - Capiago Intimiano
Sinistra e Ambiente - Meda
La Puska - Lentate sul Seveso
Circolo Legambiente di Cantù - Green Station

Comitato Pendolari Como-Lecco

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