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Aerosol: Bartoli annuncia il concordato, venerdì assemblea di sindacati e operai

La delegazione sindacale: «Bloccherebbe di fatto il pagamento di qualsiasi spettanza a dei lavoratori che sono in situazioni economiche drammatiche»

La risposta dell'amministratore di Aerosol alle istanze di fallimento presentate dai lavoratori? La richiesta di concordato in continuità, che suona come una pietra tombale sulle possibilità dei lavoratori di poter ricevere le spettanti mensilità arretrate.

Si è svolta mercoledì all'Unione Industriali di Lecc l'incontro sulla vertenza Aerosol Service Srl. Le rappresentanze sindacali di Filctem Femca e Uiltec insieme alle Rsu aziendali hanno incontrato Giovanni Bartoli, amministratore di Aerosol, assistito da Confindustria. L'incontro ha fatto seguito allo sblocco da parte di Arpa e Regione Lombardia delle autorizzazioni utili al riavvio delle produzioni, con un focus, ovviamente, sulla possibilità che possano essere pagati gli stipendi arretrati, ormai giunti a otto mensilità.

«Ok dalla Regione, ma prima gli arretrati»

Bartoli ha comunicato alle parti sindacali che a fronte delle istanze di fallimento pendenti in Tribunale l'azienda si appresta a brevissimo al deposito di una richiesta di concordato in continuità. «Questa opzione non era certo inaspettata ma, se espletata, senza aver prima provveduto al pagamento di parte delle mensilità arretrate ai lavoratori, comporterebbe ovviamente l’attesa di una autorizzazione del tribunale che sicuramente, non avrebbe tempi brevissimi - spiegano Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil, Rsu Aerosol - Il tutto bloccherebbe di fatto il pagamento di qualsiasi spettanza a dei lavoratori che sono in situazioni economiche drammatiche. Come delegazione, abbiamo rimarcato con forza che questa decisione aziendale e di questi soci ancora sconosciuti, di fatto dichiara non il riavvio delle produzioni ma al contrario la chiusura di una società che poteva dare ancora molto al territorio. Non è concepibile come si possa pensare di proseguire con una attività senza pagare parte delle spettanze arretrate a dei lavoratori che non ce la fanno più e stanno dando le dimissioni per giusta causa in massa, per poter percepire almeno la disoccupazione».

La posizione dell'azienda è ovviamente vista con stupore da parte della delegazione sindacale, che ha indetto un'assemblea per venerdì, «per decidere con i lavoratori come opporsi a una posizione aziendale assurda e ad una tattica negoziale delatoria che lascia intravedere interessi diversi rispetto al riavvio delle attività».

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