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Il "muro" della Lecco-Bergamo

Il "muro" della Lecco-Bergamo

Imprenditori e associazioni a confronto sulle infrastrutture: «Serve un fronte comune». Lecco-Bergamo: sbloccata la progettazione

Il cantiere dell'attesa arteria è fermo da anni al "buco" di corso Bergamo: «Stanziati i due milioni per Anas. Le associazioni cataloghino gerarchicamente le opere necessarie, le risorse non bastano per tutte»

Si torna a parlare degli interventi infrastrutturali strategici per il territorio lecchese. A farlo sono alcuni esponenti del centrodestra e i rappresentanti delle associazioni di categoria lecchesi, che si sono "affrontati" in un faccia a faccia tanto istituzionale quando schietto. Da una parte ci sono le esigenze dell'imprenditoria lecchese, dall'altra la richiesta delle istituzioni di mettere in piedi una macchina operativa che abbia nella Camera di Commercio la propria regia, andando oltre il Tavolo della Competitività realizzato in tempi recenti. Insomma, la sintesi è semplice: per arrivare ai fondi serve fare fronte comune e mettere in ordine d'importanza le opere strategiche del territorio, andando poi a raccogliere gli stanziamenti di Governo e Regione, supporotando i politici locali nell'adempimento delle proprie funzioni.

«Faccio parte di quella generazione che ha vissuto il declino economico di questo Paese, partito nel Duemila - ha introdotto Fabio Mastroberardino, coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Lecco -. Il potere d'acquisto italiano, rispetto a quello tedesco, è calato in maniera vistosa nel giro di vent'anni; nel 2000 un'ora di lavoro produceva 48 dollari di Pil, Francia e Germania erano a 40, nel 2019 siamo passati a 50, in Francia sono a 60 e in Germania a 65. Le infrastrutture hanno un ruolo fondamentale, sia quelle digitali che quelle legate alla viabilità, ferme dagli Anni Sessanta e Settanta; pensiamo alla Lecco-Bergamo...».

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«Associazioni, fate fronte comune e aiutateci»

«Regione e Parlamento devono lavorare in sinergia - ha spiegato l'onorevole Alessio Butti, vice presidente della Commissione Territorio, Ambiente e LLPP della Camera dei Deputati -. In Commissione VIII e IX conviviamo con uno "Sblocca cantieri" e semplificazioni intervenute pesantemente negli ultimi tempi, ma occorrono dei Dpcm per individuare le opere strategicamente fondamentali, è evidente che bisogna affidarsi ai commissari per snellire gli iter burocratici, piaccia o non piaccia è l'unico modo. Servono determinati requisiti per poter accedere ai finanziamenti, l'obiettivo è quello di potervi arrivare rapidamente tramite il lavoro istituzionale. Nè io nè Mauro Piazza abbiamo voglia di fare il ruolo del San Sebastiano di turno; sapete ciò che stiamo conquistando, con l'A9 e la Tremezzina sono stati ottenuti ottimi risultati. Il lavoro dev'essere comune, non solo politico; dobbiamo ragionare con il "noi", ci sono troppi interessi in campo e non sufficienti risorse per soddisfarli tutti in tempi brevi. Abbiamo chiesto 500 milioni d'interventi sul territorio e ne sono arrivati solo 46; altri territori, invece, sono molto più aggressivi di quello lecchese, realizzano governance e lobby, infatti serve una regia della Camera di Commercio e non una primogenitura. "Usateci" senza problemi, facendo gerarchia sugli interventi che vanno fatti; anche sui sogni crescono i territori».

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E proprio sulla chiacchieratissima arteria Lecco-Bergamo il discorso si fa molto ampio: «Abbiamo avuto diverse riunioni su questo tema negli ultimi anni - ha illustrato Mauro Piazza, consigliere regionale di maggioranza -. Insieme a Rossi e Formenti abbiamo allineato le opere per permetterne l'inserimento nel piano di sviluppo regionale. Le necessità del nostro territorio sono state mappate, sul fronte della Lecco-Bergamo posso riferire che sono stati fatti dei passi avanti, pur nelle difficoltà che tutti voi potete immaginare. Ad oggi siamo arrivati a uno sblocco delle risorse necessarie (2 milioni, ndr) per riaffidare la progettazione ad Anas, la svolta per poi procedere con il completamento dei lotti». Questione Olimpiadi Milano-Cortina 2026: «Sono state stanziate delle risorse, il tutto è seguito dal sottosegretario Antonio Rossi e vedremo se sarà istituito l'ente ad-hoc che utilizzerà le stesse. Sottolineo che ci servono delle risorse straordinarie per risolvere i nostri problemi: per sistemare le criticità che affliggono Statale 36 ci servono dieci volte tanto le risorse stanziate fino a questo momento». La via è unica: «Serve maggior coralità, ingrediente fondamentale per fare sindacato di territorio e ottenere risultati positivi».

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Lecco-Bergamo: «60 milioni per il terzo lotto, ma...»

«Iniziamo a concretizzare il lavoro fatto su Tavolo della Competitività - ha spinto Marco Galimberti, presidente della Camera di Commercio Como-Lecco -. Noi abbiamo fatto da coordinatore e stimolatore, ma tutti hanno partecipato e fatto la loro parte. Il collegamento tra Lecco e Bergamo è d'importanza strategica, al primo posto di un'ipotetica lista delle priorità per il territorio lecchese. Al secondo posto c'è la Statale 36, al terzo la tangenziale che ci collega a Monzese e Milanese, al quarto la Varese-Como-Lecco, fondamentale per raggiungere celermente l'aeroporto di Malpensa. Con queste priorità il territorio ha già ben chiaro dove vuole andare. L'onorevole Butti ci ha stimolato a sognare: perchè non avere una metropolitana leggera che ogni mezz'ora parte da Lecco e arriva a Milano, Como, Bergamo? E' un momento straordinario che dobbiamo saper cogliere».

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Il sindaco più coinvolto è indiscutibilemente Marco Ghezzi, primo cittadino di Calolziocorte: «138 milioni sono già stanziati per il secondo lotto della Lecco-Bergamo, ne servono altri 60 per il terzo. La procedura è ancora molto lunga, ma bisogna ragionare in senso più ampio coinvolgendo anche Cisano Bergamasco, che ha progettato il suo tratto e aspetta i 100 milioni necessari; un collegamento Orio al Serio-Valtellina permetterebbe di raggiungere le due destinazioni in circa un'ora e mezza, di conseguenza è necessario realizzare celermente le opere previste. L'Anas deve rivedere il progetto in tempi ragionevoli, altrimenti non apriremo mai per le Olimpiadi. Commissario? Benissimo, ma deve avere poteri dettagliati e precisi, loro stessi fanno spesso fatica a raccapezzarsi».

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A Bruxelles la situazione è descritta quasi come drammatica: «Ci sono tanti problemi infrastrutturali nel Lecchese, anche relativi alla circolazione ferroviaria o all'infrastruttura digitale - ha illustrato l'europarlamentare Pietro Fiocchi -. Le normative anti-mafia non hanno funzionato e, anzi, hanno solamente frenato i vari processi di assegnazione. La situazione Recovery Fund è allucinante, l'Italia ha mandato un piano che permette solamente di coprire le spese correnti, non guarda minimamente al futuro; se usato male, ci spingerà un default peggiore di quello greco. Sono molto preoccupato per la nostra economia».

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Le associazioni: «Imprenditori stanchi delle promesse»

Critiche un po' tutte le associazioni di categoria, a partite da Confartigianato: «Abbiamo dei desiderata importanti, me ne rendo conto. Gli imprenditori sono stanchi di sentirci parlare senza vedere il risultato - ha detto il presidente Daniele Riva -, la Lecco-Bergamo avrebbe dovuto essere terminata nel 2018 e invece è stato realizzato solo un pezzettino di galleria, quindi... Mettiamoci tutti insieme e cogliamo le opportunità, economiche e non solo; la seconda fase è quella relativa alla partenza dei lavori, tutt'altro che semplice. A Genova è stato fatto un ponte importante nel giro di due anni e nessuno ha sollevato problematiche ambientali: non possiamo digerire qualche sopraelevata in più e qualche galleria in meno? Siamo pronti a dare il nostro contributo, l'importante è risolvere delle soluzioni incancrenite».

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Palla a Confindustria, rappresentata dal presidente Lorenzo Riva: «Alle istituzioni voglio dire che siamo stanchi e non possiamo più aspettare. Non ho la convinzione che arrivino i miliardi promessi, va spiegato all'Europa cosa abbiamo intenzione di farne; rischia di saltare completamente il Sistema Italia. Il mondo economico deve protestare, la politica deve capire che le imprese hanno il diritto di poter lavorare, serve un Governo in grado di poter mettere insieme i valori di questo mondo; da vent'anni diciamo ste cose e non abbiamo un ponte transitabile con una carico superiore alle 45 tonnellate».

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Il parere di Confartigianato è affidato al presdiente Antonio Peccati: «Sono ben chiare le opere necessarie, anche perchè siamo fermi alla realizzazione dell'Attraversamento. Il compito è dei politici, tutto ciò che è inseribile va messo in Recovery Fund, investimenti straordinari e via dicendo. Sapete benissimo ciò di cui abbiamo bisogno, rappresentanti delle istituzioni».

antonio peccati-3Chiosa finale dell'ingegner Sergio Piazza, presidente di Ance Lecco-Sondrio: «Chi ci governa non ha fiducia nel mondo del lavoro, ma vanno fatte le norme che servono all'Italia e smontate quelle inutili. I debiti che stiamo contraendo dovranno essere ripagati. Inoltre, il commissario è la sconfitta dell'impalcatura amministrativa».

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