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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Assegno unico sul conto corrente da marzo: ecco come funziona

Il contributo spetta a chi ha figli a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età e si baserà sull'Isee. Dal 1° gennaio è possibile fare domanda direttamente sul sito dell'Inps

A marzo arriva l'assegno unico per i figli. Ma come funziona? Il contributo spetta a chi ha figli a carico, indipendentemente dal reddito familiare: l'Isee influisce però sull’importo, che viene erogato ogni mese dall'Inps, direttamente sul conto corrente del contribuente. Dal 1° gennaio è possibile fare domanda direttamente sul sito internet dell'ente previdenziale. 

Il nuovo strumento andrà ad inglobare tutti gli aiuti attualmente previsti per le famiglie, e dunque il "bonus mamma domani", l'Assegno di natalità (Bonus bebè), gli ANF (Assegni per i Nuclei Famigliari) e le detrazioni per i figli a carico al di sotto dei 21 anni (resterà invece vigente il bonus nido).

L'articolo dei colleghi di Today.it con le tabelle relative a importi e maggiorazioni

In un articolo appena pubblicato da Today.it i colleghi si sono concentrati in particolare sull'importo dell'assegno unico (che può variare a seconda del numero dei figli, della loro età e di altri parametri) e sulle maggiorazioni previste, riportando anche le tabelle con gli importi e le maggiorazioni. Iniziando col dire che il sussidio verrà erogato in favore di chi ha figli, a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età. L'assegno verrà inoltre attribuito su base mensile per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell’anno successivo. 

Assegno unico: quali sono gli importi

L'importo pieno andrà a chi ha un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 15mila euro che riceverà 175 euro per ogni figlio che ha meno di 18 anni. Questo valore decresce al crescere del reddito: è di 150 euro per i redditi fino a 20mila euro, di 125 fino a 25mila, fino a stabilizzarsi a 50 euro mensili a figlio per Isee pari o superiori a 40.000 euro. Il bonus spetta anche a chi ha figli maggiorenni fino a 21 anni, ma in questo caso l'importo è più basso. Ha diritto all'assegno anche chi ha un figlio disabile che ha più di 21 anni. Inoltre, è previsto che i genitori di figli disabili con più di 21 anni, pur percependo l'assegno, potranno continuare a fruire della detrazione fiscale per figli a carico.

A chi spettano le maggiorazioni

A queste importi "base" si aggiungono poi le maggiorazioni che come spiega l'Inps sono previste per: 

  • ogni figlio successivo al secondo;
  • famiglie numerose;
  • figli con disabilità;
  • madri di età inferiore ai 21 anni;
  • nuclei familiari con due percettori di reddito;

Chi presenta la domanda all'Inps per ottenere l'assegno unico per i figli deve dunque prima farsi rilasciare l'Isee: in caso contrario si potrà comunque ottenere il contributo, ma l'importo spettante sarà quello minimo pari a 50 euro per ogni figlio minorenne. L'ente previdenziale ha messo a disposizione dei contribuenti anche un simulatore (lo trovate a questo link) per calcolare quanto spetta ad ogni famiglia a titolo di assegno unico per i figli.

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