Esino Lario in vendita, Sgarbi difende la scelta del sindaco Pensa: «Sono con te, vai avanti»

Sfogo del celebre critico d'arte sui social: «Il nostro è un Paese di capre che difendono solo i propri piccoli interessi. I nostri borghi sono tesori, vogliamo lasciarli morire per andare tutti a vivere nei brutti condomini delle grandi città?»

«Ha ragione Pietro Pensa. Ha ragione e ha fatto bene perchè viviamo in un Paese di capre». Vittorio Sbarbi difende la scelta del sindaco di Esino Lario di mettere in vendita il suo comune, dal municipio alle piazze, "Unica via per garantire servizi e risorse".

Appena saputa la notizia del piccolo comune lecchese, il celebre critico d'arte ha postato su facebook un video di poco più di tre minuti nel quale esprime massima solidarietà a Pensa, attaccando l'incapacità italiana di difendere i suoi gioelli culturali e artistici, tra cui i piccoli borghi. Uno sfogo in perfetto "stile Sgarbiano" che sta già facendo il giro del web e può senza dubbio aiutare a riflettere sull'impoverimento di tanti splendidi territori, sulla fuga sempre e comunque nelle grandi città, aggrvata da politiche poco attente alle realtà locali, tra tagli e incapacità di fare rete. Unico "neo" del video, Esino pronunciato con l'accento sbagliato. Ma, in fondo, ciò che conta è il contenuto di questa imperdibile arringa.

Il video postato da Vittorio Sgarbi per commentare la notizia del piccolo Comune lechese in vendita

«In troppi pensano solo al proprio piccolo interesse e tutto ciò che oggi un giovane può desiderare lo trova nelle Metropoli, dal lavoro, ai divertimenti, alle donne - argomenta Vittorio Sgarbi - A Esino non trova ciò che vuole, nonostante Esino sia una piccola cittadina di 750 abitanti, piena di cultura, di arte, di un formidabile artigianato. Gli oggetti in legno di Esino Lario sono in tanti musei. E quindi, mentre mi rendo conto della malinconia, del dolore di Pietro Pensa, io gli devo dare la mia assoluta solidarietà, il mio appoggio. Credo che il suo dramma non possa trovare altre soluzioni. Intorno a lui solo indifferenza, mancanza di sensibilità, di spirito di reazione, d'impresa, e quindi fa bene a vendere il paese».

Esino, paese in vendita per provocazione

E allora cosa vogliamo fare, si chiede poco dopo il critico d'arte? «Vogliamo lasciare i piccoli paesi morire e andare tutti nelle città, nelle brutte case, nei condomini, tutti capre dentro le case... va bene. E invece Esino è anche intatto, non ci sono speculazioni edilizie, è un paese che vanta un museo con arazzi straordinari... Cosa facciamo, lo chiudiamo, lo vendiamo? Oppure, alternativa, al posto di Esino e dei suoi tesori facciamo un centro commerciale, un outlet di m......???».

Lo sfogo di Sgarbi continua fino al messaggio finale: «Dunque non scherziamo, pieno d'amarezza prendo atto della decisione dell'amico e collega Pietro Pensa, vedo Esino Lario come un paradiso perduto, e penso ai felici inconsapevoli cittadini di Esino con dolore, amarezza e speranza. Sindaco, vai avanti!».

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