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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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1,2 milioni di euro raccolti dal fondo per il lavoro, 650mila euro in campo per le fragilità

936 le persone aiutate con buoni spesa, servizi e spese per abitazione o trasporti. Lo sguardo ora va alla formazione

Un anno e mezzo dopo la sua creazione, il fondo "Aiutiamoci nel lavoro" tira una linea nera. Una linea in fondo all'operazione a colonna tra quanto raccolto (1.172.933 euro - 660.000 euro da Fondazioni, 327.080 euro da Comuni e 185.853 euro da soggetti privati) e quanto erogato (391.141 euro) alle 936 persone aiutate con buoni spesa (202.380 euro), servizi (34.624 euro), spese condominiali o trasporti (154.137 euro): avanzano, per mera sottrazione, 781.792 che il Gruppo Tecnico del fondo, insediatosi il 20 luglio 2021, continuerà a distribuire sul territorio. Il Gruppo è costituito da: Paolo Dell’Oro (Fondazione comunitaria del Lecchese), Anastasia Popa (progetto Valoriamo), Federica Bolognani (Distretto di Lecco/Ambito distrettuale di Bellano), Francesca Seghezzi (Cgil Lecco), Roberto Frigerio (Cisl Monza Brianza Lecco), Licia Russo (Uil del Lario), Vittorio Tonini (Confartigianato Imprese Lecco, in rappresentanza anche di Confindustria, Confcommercio e Api), Matteo Dell’Era (Alpl Lecco), Domenico Calveri (Caritas Decanale Lecco).

Fondo Aiutiamoci nel lavoro, molti lecchesi donano un'ora in busta paga

“Le pesanti incertezze economiche legate ai diversi e noti fattori internazionali (reperimento materie prime, costi dell’energia, guerra, ecc.) potrebbero generare nei prossimi mesi negative ripercussioni occupazionali. Per questo motivo il Gruppo Tecnico ritiene fondamentale mantenere attivo il Fondo e propone di prolungarne l’attività per un ulteriore anno, fino al 31 dicembre 2023, o fino all’esaurimento anticipato delle risorse disponibili. La proroga è prevista dall’articolo 10 del Patto per il Lavoro sottoscritto il 22 giugno 2021”, spiegano.

Fondo Aiutiamoci nel lavoro - 2022

Fondo "Aiutiamoci nel lavoro": due proposte per 650mila euro

650mila euro saranno investiti in due strade: 

  • prosecuzione del sostegno alle persone disoccupate e ampliamento dei contributi alle persone in cassa integrazione a causa della crisi energetica (budget proposto: 450.000 euro);
  • contributo per il potenziamento di progetti socio-occupazionali a favore di lavoratori fragili (budget proposto: 200.000 euro);

1. Prosecuzione del sostegno a disoccupati

Pur con numeri fortunatamente inferiori al previsto, il Fondo “Aiutiamoci nel lavoro” ha rappresentato un importante segnale di attenzione e sostegno alle persone che hanno perso il lavoro dopo la crisi covid.

Le maggiori criticità legate alla pandemia sembrano ormai superate, ma il nostro Paese è entrato in una fase macro-economica molto preoccupante dovuta a fattori internazionali che potrebbe produrre pesanti effetti anche sul piano occupazionale. Per questo motivo il Gruppo Tecnico propone di riservare una quota maggioritaria delle risorse residue del Fondo per continuare il sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolte in crisi aziendali. Il Gruppo Tecnico propone due piani di intervento:

  • prosecuzione del sostegno alle persone che hanno perso o perderanno il lavoro;
  • estensione degli aiuti alle persone in cassa integrazione in conseguenza della crisi energetica in atto.

I criteri e le modalità erogative sono meglio dettagliati nella proposta di Regolamento allegata.

Budget proposto: 450.000 euro

2. Sostegno e potenziamento di progetti socio-occupazionali per lavoratori fragili

I servizi socio-occupazionali sono un’opportunità̀ per dare dignità a persone con grandi fragilità, investendo sulla possibilità di (ri)costruire e identificarsi in un ruolo sociale congruo con l’età e la percezione di sé, superando logiche di puro assistenzialismo e favorendo il ritorno di aspetti di valore alla persona stessa e alla comunità̀.

Il profilo di riferimento riguarda:

  • giovani adulti e adulti con fragilità̀ complesse che limitano gravemente l’ingresso autonomo nel mondo del lavoro e che vedono attivo un progetto sociale con il coinvolgimento di più attori;
  • giovani adulti e adulti che pur presentando fragilità̀ potranno attivarsi nel mondo del lavoro, se orientati, formati ed accompagnati per il tempo necessario attraverso una progettazione mirata.

I progetti sociooccupazionali e socio-lavorativi prevedono pertanto proposte di attività caratterizzate da un approccio che «adatta il lavoro alla persona», agendo su:

  • individuazione di mansioni “sostenibili” (in termini di tipologia e quantità̀);
  • tempi di realizzazione che rispettino i limiti della persona pur mirando ad un’evoluzione;
  • supporto e organizzazione del gruppo per raggiungere un esito finale accettabile (attraverso la presenza di figure professionali e il “lavoro in squadra”);
  • attenzione relazionale costante.

Rappresentano pertanto un’occasione di valorizzazione, riscatto e investimento per persone che hanno capacità e abilità e standard produttivi e performance operative ridotte e che necessitano di un riferimento educativo nello svolgimento delle attività̀.

Sul territorio è attivo dal 1999 il Servizio CeSeA, che rappresenta un modello di riferimento per i percorsi socio-occupazionali e articola la propria offerta fra attività̀ di manutenzione del verde e ripristino ambientale, cantonieri di quartiere, interventi di sostegno a persone sole o fragili in carico ai SSB (traslochi, imbiancature, piccole manutenzioni), lavanderia, pulizia e manutenzione di stabili pubblici e ad uso pubblico in un circuito virtuoso con altri servizi della rete socioassistenziale, attività di riuso e riciclo di beni e materiali, attività̀ di produzione agricola. Nel 2021 ha inserito nei vari percorsi occupazionali oltre 60 persone provenienti da tutto il territorio provinciale.

Forte è però la necessità di territorializzare le proposte socio-occupazionali e di inclusione socio lavorativa, per collegarle al luogo di vita e alla comunità̀ di appartenenza che può svolgere un importante ruolo nel ridare valore alla persona. Attraverso la “restituzione” di servizi alla collettività̀, si rendono visibili le persone inserite come soggetti attivi e portatori di qualità e utilità sociale.

Lo sviluppo di queste esperienze nei tre Ambiti distrettuali è un obiettivo della programmazione sociale, che intende consolidare prime sperimentazioni avviate nel territorio dell’Oggionese (manutentori di quartiere), nel Bellanese (pulizia delle rive, laboratorio di comunità̀) e nel Meratese (orti sociali). L’esito positivo vede ora la necessità di un ampliamento delle opportunità̀ socio-occupazionali e di inclusione socio-lavorativa nei tre Ambiti.

Riferimento operativo: Distretto di Lecco (Ambiti di Bellano, Lecco e Merate)

Budget proposto: 200.000 euro

“Obiettivo formazione e ripresa della capacità lavorativa”

“Il nuovo obiettivo, il numero due, è relativo al mondo fragile, alla formazione e alla ripresa della capacità lavorativa delle persone - analizza il prefetto Sergio Pomponio -. La storia lecchese è molto virtuosa, un unicum del territorio: l’attenzione al bene comune non si limita alla retorica e alla dottrina; c’è molto fare in questa iniziativa, sia nel fatto sia in quello che si vuole realizzare. Tutta la società civile ha partecipato all’iniziativa e porta nuove idee in questo patto, che non ha una logica assistenziale ma di formazione, d’intervento verso le persone bisognose. L’aspetto importante e lodevole è relativo alla partecipazione senza distinzione: si va dal singolo Comune e lavoratore al mondo dell’associazionismo e della grande distribuzione organizzata; tutti hanno a cuore il bene collettivo, una specificità del territorio che non so dove altro può essere vantata, questo rende il patto significativo e importante”.

“Il bilancio dell’esperienza è quello di una riconferma che non ci aspettavamo, lo strumento fonda la propria esistenza nella ricchezza dei personaggi diversi - spiega invece Maria Grazia Nasazzi, presidente della Fondazione Comunitaria del Lecchese -. In Camera di Commercio, stamattina, si percepiva un clima importante rispetto alla prima volta. Il patto firmato mesi fa e rifirmato oggi comprende il protagonismo delle sigle che hanno aderito sulla forza del gruppo tecnico, fondamentale, per tenere viva l’impostazione e la creazione di una coralità rispetto ai personaggi presenti: tutti sono rappresentati”. La proposta di CeSeA sulla fragilità del lavoro “è molto interessante, Federica Bolognani ha giustamente detto che il lavoro va verso la persona e va cucito sulla persona: così gioca a favore l’intuizione felice dei Comuni che hanno aderito con un euro per ogni abitante. Non è assistenzialismo”.

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