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Nasce la piattaforma sociale per la contrattazione sociale territoriale

Il nuovo documento vuole favorire il confronto tra i sindacati e le Amministrazioni Locali per la tutela e la promozione delle condizioni di vita di cittadini, lavoratori, pensionati e disoccupati, ma non solo

In casa dei sindacati si mette appunto un nuovo strumento. Nasce la piattaforma per favorire la contrattazione sociale territoriale 2022-2023, strumento importante per le organizzazioni sindacali “perché i lavoratori sono anche cittadini, quindi è necessario tutelare i loro diritti anche al di fuori del luogo di lavoro per promuovere condizioni di vita migliori in senso generale”, come spiegato durante la conferenza stampa andata in scena martedì 19 aprile. La provincia di Lecco è il terzo territorio in Lombardia, in termini numerici, per capacità negoziale con gli enti locali: nel 2021, nonostante tutte le difficoltà dovute alla situazione pandemica, sono stati fatti incontri con 37 amministrazioni sulle 84 totali.

“La piattaforma sociale che presentiamo ha tre elementi di novità rispetto al passato - hanno spiegato i relatori di Cgil Lecco, Cisl Lecco Monza Brianza e Uil del Lario -: gli interlocutori non saranno solo i Comuni, ma anche gli Ambiti e l’Amministrazione Sanitaria; non ha più un respiro annuale ma segue la programmazione del Piano di Zona (scadenza dicembre 2023), per consentire ragionamenti più ampi e strutturati con gli interlocutori; dall’Europa, tramite il Pnrr, sono in arrivo molte risorse e i Comuni sono chiamati a una responsabilità di gestione diretta di questi fondi, perciò chiediamo (sulla base di protocolli nazionali) di essere coinvolti nella cabina di regia”. Lo strumento è diviso in macrotemi: negli incontri non si parlerà di tutto, ma la discussione e le richieste verranno adattate all’interlocutore.

Cosa prevede la piattaforma sociale

Da diversi anni CGIL CISL UIL Confederali e Pensionati sono impegnati nella Contrattazione Sociale Territoriale, il confronto con le Amministrazioni Locali che ha come obiettivo la tutela e la promozione delle condizioni di vita dei cittadini, lavoratori, pensionati e disoccupati, la salvaguardia del welfare locale, nella direzione dell'equità e della coesione sociale e lo sviluppo del territorio.

La pandemia e la crisi economica che ne è seguita hanno determinato una crescita notevole delle situazioni di povertà e di fragilità sociale, cui si è fatto fronte anche grazie alla attivazione delle Amministrazioni Locali con la concreta partecipazione del mondo associazionistico, e anche con il contributo di proposte ed iniziative da parte del sindacato.

Il PNRR rappresenta oggi una opportunità straordinaria per ridisegnare un paese più giusto ed equo, ridurre le diseguaglianze e i divari territoriali… Alla sua attuazione il sindacato confederale intende partecipare con momenti di confronto costruttivo, anche a livello territoriale, così come stabilito dal Protocollo tra OO. SS. e Governo del 29/12/2021 e dal Protocollo tra OO. SS. e ANCI Lombardia del 28/07/2021, per il monitoraggio dei bandi attivi e dell’impatto dei progetti sulla cittadinanza.

Ciò premesso, elenchiamo di seguito in sintesi i temi che intendiamo portare nel biennio 2022/2023 al confronto con le singole amministrazioni comunali, con i livelli sovra comunali di Ambiti e Distretto e con la Provincia, secondo le distinte competenze ed in coerenza con la programmazione del Piano di Zona.

TUTELA DEL REDDITO DI LAVORATORI E PENSIONATI

Imposte e tariffe comunali devono essere ispirate ai principi di progressività ed equità.

Il contrasto all’evasione fiscale e tariffaria è strumento di giustizia fiscale tra i cittadini e di reperimento di risorse finanziarie necessarie per l’amministrazione dei comuni.

Addizionale IRPEF comunale

Estendere a tutti i comuni la differenziazione delle aliquote per scaglioni di reddito in analogia all’IRPEF nazionale.

Dove l’aliquota è già differenziata, va ridefinita portando gli scaglioni dai 5 precedenti agli attuali 4 (L. di Bilancio 2022), riducendo il più possibile le aliquote delle fasce inferiori.

Istituire dove non già esistente una soglia di esenzione almeno per i redditi fino a 15.000 Euro.

IMU e TARI

Prevedere agevolazioni per famiglie o persone sole che versano in oggettive condizioni di disagio economico.

Generalizzare la riduzione dell’IMU per i privati che affittano alloggi a canone concordato, previa diffusione dei patti territoriali.

Migliorare la riduzione dei rifiuti incentivando la raccolta differenziata con azioni educazione ambientale, la “misurazione puntuale” e la sperimentazione del riutilizzo.

Evasione fiscale

Rilanciare l’azione dei Comuni nell'attività di contrasto all’evasione fiscale e tariffaria, attraverso la diffusione dei Patti antievasione, e la messa in atto di misure di formazione degli operatori e di organizzazione amministrativa anche con accordi sovracomunali.

Destinare alla spesa sociale l’intero ammontare delle somme introitate dal recupero dell’evasione e divulgare i risultati conseguiti.

ISEE

Estendere l’applicazione dell’ISEE per l’accesso a tutti i servizi a domanda individuale (SAD, diritto allo studio, servizi per l’infanzia, altri servizi sociali, etc), con regolamenti omogenei per tutti i Comuni del territorio provinciale e dove possibile con un sistema di tariffa lineare.

POVERTÀ

L’esperienza del territorio in questi anni ha dimostrato la concreta possibilità e la necessità di incidere sul fenomeno non solo in termini assistenziali e sociali, ma anche nell’attivazione di percorsi in grado di generare cambiamenti. Il Reddito di cittadinanza ha consentito di avviare concreti inserimenti lavorativi. In altri casi si deve procedere dove possibile con Progetti di Utilità Collettiva (PUC) per attività che non possono sostituire lavoro già retribuito, avvalendosi del supporto fornito dagli Ambiti Distrettuali. Occorre inoltre:

  • sostenere le esperienze del Fondo Aiutiamoci - Contrasto alle povertà e del Fondo Aiutiamoci nel Lavoro come pure, dove esistono i Fondi comunali anticrisi di sostegno al reddito
  • attivare progetti di “baratto amministrativo” con accordo per la copertura economica delle bollette previa verifica delle condizioni di fragilità economica del richiedente
  • stipulare convenzioni tra Comune e servizio sociale afferente al Tribunale per accogliere minori e/o adulti per svolgere misure alternative in attività di impegno sociale da svolgersi in servizi di competenza comunale
  • alleviare la povertà individuale e familiare derivanti dal fenomeno del lavoro povero e dai bassi importi pensionistici, attraverso rimborsi monetari (es. materiale scolastico, retta università,  buoni  pasto),  buoni  spesa/pacchi  alimentari,  convenzioni  con  esercizi commerciali per l’emissione di “voucher verdi” per l’acquisto di prodotti salutari (chi ha basso reddito tende a comprare cibo economico ma di qualità inferiore).

ANZIANI E PERSONE FRAGILI

Il tema del sostegno alle persone vulnerabili e la prevenzione della istituzionalizzazione delle persone anziane e non autosufficienti è sempre più centrale.

Vanno create le condizioni per consentire il più possibile la permanenza delle persone nella propria abitazione, evitandone il ricovero in strutture residenziali attraverso:

  • un efficiente sistema di assistenza socio sanitaria capillare ed integrata con il sistema dei servizi sociali
  • alloggi (originari o alternativi secondo le necessità) idonei per accessibilità, assenza barriere architettoniche, applicazione della domotica, dimensioni appropriate, collocazione rispetto al centro abitato e servizi
  • sviluppo disponibilità alloggi temporanei di housing sociale a intensità variabile di autonomia, supportata con le diverse forme di custode sociale, badante di condominio etc.
  • incremento dei servizi di telefonia sociale e trasporto sociale
  • interventi finalizzati alla ricostruzione del tessuto sociale di prossimità da attuarsi in connessione con le politiche di rigenerazione urbana
  • sviluppo di centri per anziani anche con modelli innovativi in grado anche di valorizzare la “risorsa anziani” promuovendo l’invecchiamento attivo.

POLITICHE DI AGGREGAZIONE ISTITUZIONALE

Le esperienze di questi anni anche a livello locale, hanno generalmente evidenziato la validità delle scelte di aggregazione fra Comuni sia nella gestione associata di servizi, sia nella forma più compiuta della fusione in particolare fra piccoli enti.

Proseguire in questa direzione consentirebbe di raggiungere più facilmente dimensioni ottimali, di territorio e di apparato amministrativo necessarie a cogliere tutte le opportunità di finanziamenti, gestione efficiente, risposta qualificata, indispensabili oggi per essere all’altezza di una realtà sempre più complessa e problematica.

LEGALITÀ

Promuovere azioni del comune finalizzate a: trasparenza dell’azione amministrativa, segnalazione tempestiva degli illeciti, formazione del personale per la prevenzione di infiltrazioni criminali.
Attivare la cooperazione dei comuni con l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati (ANBSC), per agevolare il riutilizzo sociale di beni ed aziende sottratti alle mafie.

APPALTI COMUNALI

Allo scopo di salvaguardare la stabilità occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori che operano negli appalti dei servizi comunali, inserire nei bandi di gara le clausole sociali, rese facoltative dalla Riforma dei contratti pubblici.

INTEGRAZIONE SOCIALE E IMMIGRAZIONE

La partecipazione attiva dei comuni alla nuova fase emergenziale dei rifugiati provenienti dall’Ucraina deve svolgersi con il coordinamento il più possibile sovra comunale ed il più ampio coinvolgimento di tutti soggetti interessati, evitando in ogni modo un disimpegno ed ancor di più discriminazioni verso i rifugiati provenienti da altri paesi. Proseguire e rafforzare quindi le politiche di integrazione già in atto.

GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO

I dati sulla diffusione del Gioco d’azzardo patologico richiedono un’azione generalizzata di prevenzione e contrasto del fenomeno in tutti i Comuni attraverso:

  • adozione dello specifico Regolamento comunale secondo il modello approvato dall’Assemblea dell’Ambito per rendere efficaci ed applicabili le norme sulle distanze dai luoghi sensibili e sugli orari di accesso;
  • accesso del comune all’applicativo S.M.A.R.T. per il monitoraggio dei volumi e degli orari di svolgimento del gioco, utile strumento di controllo per la polizia locale
  • riduzione della TARI e IMU per quegli esercizi che dismettono le apparecchiature di gioco.

TRASPORTI E MOBILITÀ

Il sistema dei trasporti e della mobilità incide sempre più nella qualità di vita di delle persone. Occorre:

  • garantire una rete che colleghi adeguatamente i cittadini (specie dei comuni piccoli e delle comunità periferiche) alle strutture sociosanitarie presenti sul territorio, anche con l’introduzione o il potenziamento di servizi a chiamata
  • promuovere investimenti infrastrutturali nella mobilità sostenibile (intermodalità, piste ciclabili, collegamenti tra parcheggi e ospedali, colonnine di rifornimento veicoli elettrici, car e bike sharing…).

ENTI LOCALI E SISTEMA SOCIO-SANITARIO

La riforma del sistema socio-sanitario lombardo L.R. 22/2021 prevede una maggiore integrazione ed un coordinamento tra l’ambito sanitario, sociosanitario e sociale.

E’ pertanto richiesto un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle politiche sociali per realizzare una efficace presa in carico del paziente, anche attraverso la messa in campo di iniziative frequenti di interlocuzione con l’ATS e l’ASST del territorio.

Le strutture previste dalla legge, “Case di comunità” e “Ospedali di Comunità” sono pensate come risposta all’attuale carenza della medicina territoriale.

Proprio per questo motivo sarà determinante un nuovo e più reale coinvolgimento dei Comuni sia nella fase di programmazione che in quella dell’erogazione dei servizi con l’obiettivo di una effettiva integrazione socio sanitaria.

EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Il territorio vede la presenza di molti appartamenti invenduti e centinaia di persone che non trovano alloggi accessibili. Il prevedibile aumento di famiglie in difficoltà reddituali che si riverseranno sull’edilizia residenziale pubblica obbliga le istituzioni a una puntuale opera di programmazione per incrementare la disponibilità di alloggi. Per questo occorre:

  • potenziare l’attività dell’”Agenzia per i servizi abitativi e per l'housing sociale dei comuni dell'Ambito Distrettuale di Lecco” ed estenderla agli altri Ambiti
  • realizzare nuove strutture di edilizia residenziale pubblica e restaurare quelle attualmente inagibili, puntando principalmente sull'innovazione verde e sulla sostenibilità.

RIGENERAZIONE URBANA (PNRR M5C2 E M2C2)

E’ fondamentale cogliere tutte le opportunità rese disponibili dal PNRR per:

  • promuovere interventi di rigenerazione urbana per ridurre le situazioni di emarginazione e degrado, attraverso interventi quali l’abbattimento delle barriere architettoniche e la riconversione degli edifici pubblici verso finalità sociali (es. housing sociale per anziani e senza fissa dimora), culturali e sportivi;
  • mappare gli edifici che hanno già beneficiato del bonus 110%, in modo tale da selezionare la platea dei futuri interventi edilizi;
  • per i comuni sotto i 5mila abitanti: promuovere la creazione di Comunità Energetiche - nuova modalità di organizzazione sociale per la produzione, la gestione e l’autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili - attraverso l’installazione di impianti rinnovabili e il sostegno degli incentivi governativi;
  • incrementare la disponibilità di orti sociali.

BILANCIO SOCIALE E DI GENERE

Il bilancio armonizzato nella sua complessità risulta scarsamente leggibile per il cittadino. Bisogna:

  • istituire il Bilancio Sociale e il Bilancio di Genere per evidenziare l’impatto delle politiche pubbliche nella diminuzione delle disuguaglianze sociali e nella promozione delle pari opportunità;
  • redigere protocolli di attivazione nei casi di violenza di genere, che superino le lungaggini burocratiche e garantiscano la massima flessibilità di azione alle figure deputate alla tutela delle donne vittime di violenza.

CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO (PNRR M4C1)

Proseguire con le iniziative già in atto nel territorio nella conciliazione dei tempi di vita familiari per:

  • realizzare interventi che favoriscano la conciliazione sia durante il periodo scolastico (es. costruzione e/o riqualificazione dei nidi e delle scuole dell’infanzia, contributo economico ai ticket delle mense scolastiche per favorire il tempo pieno, convenzione con nidi privati per un’agevolazione tariffaria in base all’ISEE, consulenza e formazione per l’avvio di micronidi ecc.), sia durante il periodo estivo (es. organizzazione di centri estivi, anche in associazione con altre Amministrazioni);
  • stipulare accordi con le realtà produttive del territorio affinché promuovano interventi di welfare aziendale per la fascia 0-6 anni da estendere anche a livello territoriale.

INCLUSIONE DIGITALE (PNRR M1C1)

All’interno del PNRR ricopre un ruolo chiave la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni finalizzata all'innovazione del Paese in chiave digitale. Parallelamente allo sviluppo istituzionale è necessario investire su quello personale, ossia:

  • promuovere l’inclusione digitale delle fasce di popolazione che più hanno sofferto le conseguenze pandemiche in ambito tecnologico (es. famiglie numerose, stranieri, ecc.), sia in termini di miglioramento della connessione internet che in termini di disponibilità di dispositivi elettronici;
  • estendere le competenze di base per l’accesso alle principali piattaforme della PA (INPS, Comuni, Regione, ecc.), attraverso interventi di formazione personale e/o la creazione di sportelli dedicati al supporto nell’accesso ai servizi telematici, in particolare per anziani e persone fragili.

GIOVANI E LAVORO

Attenzione al presente e al futuro delle giovani generazioni, a partire da qualità e diversificazione dei servizi e dal sostegno alla transizione alla vita adulta:

  • contrastare la dispersione scolastica;
  • prevedere agevolazioni destinate alle giovani coppie per la creazione di nuovi nuclei familiari;
  • garantire spazi pubblici per i lavoratori in smartworking (es. esperienze di coworking) e per gli studenti;
  • incrementare servizi di orientamento alla formazione e al lavoro.
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