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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Notizie Centro storico / Piazza Armando Diaz

Un presidio davanti al Municipio contro il divieto di aborto

A proporlo, giovedì 7 luglio alle 18.30, è la Sinistra Italiana della provincia di Lecco. "Per affermare la nostra vicinanza alla lotta delle donne statunitensi, lese nella loro libertà fondamentale da una politica di destra conservatrice e violenta"

Un presidio contro la decisione "retrograda" che negli Stati Uniti introduce il divieto di aborto. A proporlo è la Sinistra Italiana della provincia di Lecco, che il 7 luglio, alle ore 18.30, porterà i manifestanti in Piazza Diaz di fronte al Municipio di Lecco. La motivazione? "Affermare la nostra vicinanza alla lotta delle donne statunitensi, lese nella loro libertà fondamentale da una politica di destra conservatrice e violenta. Attitudine politica che ha trovato il plauso, non solo oltreoceano, ma anche in Italia". Pubblichiamo di seguito il comunicato diffuso dal coordinamento provinciale della Sinistra Italiana.

Il comunicato della Sinistra Italiana

Negli Usa non si è mai riusciti in tutti questi anni ad approvare al Congresso una legge per regolare l'interruzione volontaria di gravidanza a livello federale. Ma la sentenza della Corte Suprema del 1973 ne riconosceva il diritto. Fino a ieri. Ora si torna indietro. Il divieto di aborto è atteso entrare in vigore in 13 stati americani nei prossimi 30 giorni. Si tratta di stati repubblicani che hanno approvato leggi stringenti sull'aborto legandole all'attesa decisione della Corte. I 13 stati possono vietare l'aborto in 30 giorni eccetto nei casi in cui la vita della madre è in pericolo. Il Missouri ha annunciato di essere il "primo" stato a vietare l'aborto, che ora è illegale anche in Texas con effetto immediato. Mentre sulla costa pacifica - California, Oregon e Washington - hanno annunciato un impegno comune a difendere tale diritto.

In Italia, 44 anni dopo l'adozione della legge 194 del 1978, che consente alle donne di ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg, in sigla) in una struttura pubblica nei primi 90 giorni di gestazione (oltre questo termine vi si può ricorrere, ma solo per ragioni terapeutiche), il pieno accesso a questo diritto resta ancora da garantire. Infatti, ponendo lo sguardo sulle strutture lombarde con la percentuale di obiezione sotto il 50%, sono meno di un quarto del totale e molti presidi ospedalieri hanno percentuali di obiezione decisamente oltre la media del 60%. Sia nel 2020, sia nel 2021, 7 strutture sono al 100% di obiezione: Saronno (Va), Gardone, Montichiari, Iseo (Bs), Oglio Po (Cr), Romano di Lombardia (Bg), Asola (Mn), unica tra le 7 strutture che utilizza i ginecologi gettonisti a chiamata.

Nella nostra città invece, i tempi di attesa per una Ivg sono circa di 10-15 giorni con esclusione per gli interventi con carattere di urgenza; 10-15 giorni dopo aver aspettato 7 giorni dalla certificazione come prevede la legge. Inoltre i vertici della sanità della percentuale di obiettori all'interno dell'ospedale di Lecco e Merate che raggiunge il 75% (medici, anestesisti, ginecologi, infermieri Oss) hanno dichiarato che "non compete a noi formulare valutazioni né considerazioni su di un tema tanto delicato". Un tasso alto di obiezione di coscienza ha un impatto forte sulla disponibilità di accesso all'Ivg: in diverse province l'obiezione lascia scoperti territori ed è necessario spostarsi anche di molto rispetto al luogo in cui si vive.

Coordinamento Provinciale Sinistra Italiana LeccoIMG-20220629-WA0017-2

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