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Sabato, 3 Dicembre 2022
La speranza / Perledo

Alberto Ongania non si trova: organizzata una ricerca di massa

Il fratello Renato non si arrende e lotta per accedere ai tabulati telefonici

Continuano le ricerche di Alberto Ongania. Dell'uomo di Perledo si sono perse le tracce ormai da una decina abbondante di giorni e non è stato ritrovato nonostante la zona sia stata battuta da varie squadre nel corso di questo periodo. La cittadinanza vuole fare la propria parte e ha organizzato una ricerca di massa per domenica 27 novembre: alle ore 9 i volontari si ritroveranno presso la Chiesa della frazione di Bologna e si divideranno in gruppi, perlustrando nuovamente tutti i vari percorsi che potrebbe aver effettuato il 53enne residente nell'Alto Lario.

Ricerche organizzate dalla consigliere Alessandra Mauri “a titolo personale e non come membro dell'amministrazione comunale” per aiutare la famiglia di Ongania: “Tanti occhi sul territorio possono fare la differenza in questa triste vicenda che ci tocca tutti nel profondo”. Ricerche che si svolgeranno con l'ausilio di un drone pagato privatamente, come sta avvenendo nel corso degli ultimi giorni.

I vincoli della legge sulla privacy

Nel frattempo il fratello Renato, il fratello dell'uomo scomparso, lotta per poter permettere l'accesso ai tabulati telefonici, non permesso dalla legge sulla privacy: per raggiungere il proprio scopo si è autodenunciato ai carabinieri, cercando di andare oltre la normativa vigente. Non solo: ha creato una petizione su Change.org per chiedere un intervento del presidente del Senato e aprire il percorso in Parlamento volto ad arrivare al cambio della normativa stessa, che oggi tiene legate le mani della Procura, impossibilitata ad agire visto che il caso è gestito come un allontanamento volontario e non è legato a ipotesi di reato.

Di tutto, insomma, per mantenere viva la speranza di ritrovare ancora in vita Alberto.

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