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Domenica, 26 Giugno 2022
Storia in vendita / Acquate - Malnago - Falghera - Deviscio / Viale Tonale, 2

Un vecchio pezzo della Sae è in vendita e costa quattro milioni

Messo all'asta l'immobile di via Tonale che ha ospitato una parte della grande azienda lecchese, passato poi alla Beco Srl

La recente demolizione dei pali di prova di via Garabuso ha cancellato l'ultimo pezzettino della Sae a Lecco. Una storia iniziata nel 1938 e terminata nel 1992, un'industria leader che è via via finita inglobata nel sistema delle multinazionali del settore. Ora uno dei vecchi capannoni, quello che si affaccia su via Tonale, è stato messo in vendita. Fino alle ore 12 del 10 ottobre 2022 sarà possibile fare un'offerta per acquisire lo stabile finito nel fallimento della Beco Srl, storica azienda meccanica avviata nel 1986 e chiusa definitivamente il 19 maggio 2015 a causa di un buco economico di oltre 9 milioni e 572mila euro?.

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Una foto d'epoca della Sae

Da allora l'area è rimasta vuota, ma giusto il 31 maggio è stato pubblicato l'avviso di vendita: base d'asta 4 milioni di euro, con la necessità di versare una cauzione del 10% (minimo 400mila euro) sul prezzo offerto. Lo stabile di via Tonale, 2, è composto da fabbricati produttivi per 1.857 mq, depositi e locali tecnici e accessori per 117 mq, area esterna per 2.286 mq, per una superficie totale di 12.925 metri quadrati.

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L'area interessata dalla vendita ASTEBOOK

La storia della Sae in un filmato d'epoca

Dal 1938 al 1992, in quello che è oggi il parcheggio di viale Montegrappa, con il suo nuovo complesso di moderni edifici, prosperò la prestigiosa ditta Sae Lecco. Un'abbreviazione che sta per "Società anonima elettrificazione", industria leader mondiale nella realizzazione di linee di trasporto dell'alta tensione. Un orgoglio per la città: i suoi dipendenti, grazie alla loro operosità ed ingegno, contribuirono alla ricostruzione post-bellica dell'intero Paese, oltre che allo sviluppo industriale del territorio lecchese.

Il mitico marchio Sae si diffuse nel tempo in ogni angolo del globo: oggi a ricordare il fasto di quegli anni, nel parcheggio di viale Montegrappa, si staglia un monumento, con due targhe commemorative alla base, inaugurato il 17 giugno 2012, anniversario di fondazione della società. Un'opera che si scelse di dedicare ai dipendenti defunti dell'industria, soprattutto a quelli caduti sul lavoro, indicati come "ultimi e orgogliosi rappresentanti della civiltà del ferro lecchese".

A volere il monumento e a collocarlo nel parcheggio di viale Montegrappa è stata l'associazione Sae Lecco Club, che raccoglie gli ex-colleghi della fabbrica lecchese. La Sae fu fondata nel 1926 dall'iniziativa di un gruppo di importanti società italiane, allo scopo di elettrificare la linea ferroviaria Bolzano-Brennero. Visti i successi nell'elettrificazione ferroviaria, la società decise di lanciarsi anche nel settore della trasmissione elettrica, acquisendo i primi contratti in Italia: a Lecco venne fondata nel 1938 la prima fabbrica di strutture in acciaio per tralicci che negli anni Settanta e Ottanta arrivò ad impiegare oltre 1.200 dipendenti.

E' del 1947 il primo contratto per un progetto di elettrificazione all'estero: la Sae venne incaricata di realizzare la linea di trasmissione a 115kV dell'Alberg in Austria.Negli anni Cinquanta l'azienda, dopo aver aperto a Napoli una seconda sede, si espanse all'estero: importanti contratti vennero acquisiti in India, Grecia, Australia, Canada e in molti altri paesi in Africa e Sud America.

Nel 1955, la Sae completò l'attraversamento a 220 kV dello stretto di Messina con campata unica da 3,65 km e due torri tralicciate in acciaio alte 225 metri. Un'impresa sofferta, che nel 1957 le valse il premio nazionale Aniai per la miglior realizzazione di ingegneria industriale italiana. Negli anni del boom economico, grazie anche all'introduzione del calcolo automatico con l'elaboratore elettronico, la società proliferò in un nuovo settore, quello delle costruzioni metalliche civili e industriali.

Nel 1988 si realizzò la fusione tra Sae e Sadelmi Congepi, poi acquisite dal gruppo Abb, fino a diventare Abb Sae Sadelmi. Negli anni Novanta si consolidò la presenza della Sae in Asia, ma vennero chiuse le fabbriche in Italia, tra cui quella lecchese. Nel 2005 Abb decise di uscire dal mercato delle linee di trasmissione e distribuzione. L’unità italiana, con tutto il suo personale, mezzi e competenze, venne ceduta ad un gruppo finanziario che la rilanciò sul mercato con il nome di “Sae Power Lines”.

Infine, nel 2008, Atsl, società del gruppo industriale indiano Gammon acquisì il pieno controllo di Sae Power Lines. Il filmato d'epoca pubblicato su YouTube da Gianfranco Oberti documenta e ricorda ai lecchesi di oggi alcune delle attività dell' officina, ed in particolare la realizzazione di alcune strutture per le torri di Messina.

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