Sindacati dei pensionati in Prefettura: «Porteranno le nostre perplessità al Ministero»

Delegazione congiunta ricevuta dal vicario Gennaro Terrusi e dal capo di Gabinetto Nicoletta Tulli: «Preoccupati dalla perdita fino a 325 euro dal 2019 e per il resto della vita»

No alla legge di bilancio in corso di approvazione definitiva alla Camera. Una delegazione dei sindacati di pensionati lecchesi questa mattina ha incontrato, in Prefettura, il vicario Gennaro Terrusi e la responsabile del Gabinetto prefettizio Nicoletta Tulli, per esprimere le ragioni del disagio dovuto alla Manovra.

I segretari generali di Spi Cgil Marco Brigatti, di Fnp Cisl Giorgio Galbusera e di Uilp Uil Pierangelo Bonfanti, assieme ai rappresentanti di alcune zone della provincia, hanno fatto presente la grande preoccupazione per l'ennesima imminente revisione del meccanismo di rivalutazione delle pensioni, che disattende l'accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali col Governo a Settembre 2016, penalizzando ancora una volta soprattutto le pensioni maturate nel lavoro dipendtente. 

Pubblichiamo di seguito le considerazioni espresse dai sindacati a livello unitario a seguito dell'incontro.

«Sbagliato far cassa sulle pensioni»

Rispetto al sistema di crescita annuale delle pensioni che Cgil, Cisl e Uil avevano pattuito, il nuovo "raffreddamento" previsto dall'attuale governo comporterà, per le pensioni superiori a 1.522 euro lordi mensili, una perdita da 65 a 325 euro annui, a partire dal 2019 e per il resto della vita. 

Davvero, ancora una volta, si sceglie di far cassa sulle pensioni in essere; è dal 2012 che le pensioni crescono pochissimo, si era finalmente vicini all'attuazione di un punto di svolta e invece, il cosiddetto "governo del cambiamento si allinea alla prassi ormai consolidata, e senza prevedere alcun meccanismo compensativo sui costi della sanità o sul fronte fiscale, nel quale addirittura si interviene con lo stralcio delle cartelle premiando di conseguenza ampie aree di evasione fiscale. 

Il Dottor Terrusi, vicario prefettizio, ha registrato le considerazioni dei rappresentanti sindacali, ha manifestato interesse verso le nostre argomentazioni impegnandosi oggi stesso a interloquire con i Ministeri dell'Interno e delle Finanze per rappresentare i contenuti dell'incontro. 

Anche a Lecco, così come in tante altre province lombarde e italiane, i pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato, attraverso presidi o incontri con le Prefetture locali, per affermare che la pensione non è e non deve essere considerata una concessione dello Stato, ma un diritto maturato attraverso il regolare versamento di contributi per la tutela della propria vecchiaia: la pensione è stipendio differito, non è un trattamento di assistenza concesso per una vecchiaia povera. Se non si tiene fermo questo concetto le conseguenze saranno pesanti per tutta la tenuta del sistema dei diritti sociali e del lavoro. 

Vogliamo continuare ad affermare con forza questo concetto, e lo faremo attraverso le iniziative che, a partire dai primi mesi del nuovo anno, i sindacati dei pensionati, unitariamente, organizzeranno a livello locale e a livello nazionale. 

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