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Valsecchi rilancia la Grande Lecco: “Pensiamo al referendum”

Il capogruppo di Appello per Lecco è promotore dell'idea da tanti anni: “Ballabio e Pescate dicono che i partiti sono deboli”

Quello della Grande Lecco è il suo chiodo fisso. Corrado Valsecchi torna a parlarne dopo i “due eventi nelle vicinanze di Lecco che sono accaduti questa settimana e che meritano una riflessione più approfondita”: il già assessore comunale e oggi capogruppo di Appello per Lecco non li cita esplicitamente, ma è facile legare l'affermazione al prossimo commissariamento del Comune di Ballabio e alla fuoriuscita di Dante De Capitani, sindaco di Pescate, dalla Lega. Due botte forti per il carroccio, che ha spinto Valsecchi ad analizzare come “nella capacità di rivisitare i confini delle nostre città si afferma il nostro futuro”.

Il consigliere guarda alla “fragilità dei partiti politici, che ormai sono ridotti a mere nomenclature di potere dalle quali scappano cittadini e rappresentanti delle istituzioni rifugiandosi nel sistema civico” e all'“ennesimo commissariamento di un Comune. La crisi dei partiti, il civismo in crescita ma ancora troppo debole, la fatica dell'amministrare, la difficoltà a trovare candidati sindaci e di lista, l'astensionismo che è diventato maggioritario nel nostro Paese sono tutti segnali che ci impongono un cambio di rotta. Non sarà facile perché rimuovere egoismi, paure e campanilismi non sarà semplice e immediato, ma un percorso va avviato sul piano sociale, culturale e politico-istituzionale con il coinvolgimento diretto di amministratori e comunità”.

“Facciamo un referendum”

Valsecchi formula anche una proposta: ‘Se non si potrà partire dall'alto, dalle posizioni apicali delle comunità dovremo cercare di partire dal basso con il coinvolgimento dei cittadini attraverso la promozione di un referendum. La vicenda del commissariamento del Comune di Ballabio, unitamente alle difficoltà registrate nei mesi scorsi dal Comune di Morterone, potrebbe essere la chiave di volta per innestare un dibattito concreto con la città capoluogo. Gli ingredienti per un confronto ci sono ma bisogna avere la testa libera da pregiudizi e da un provincialismo che non aiuta la crescita del nostro territorio; ora più che mai ha bisogno di unirsi per essere competitivo almeno sul piano regionale”.

Appello per Lecco “resta al servizio di questa prospettiva che non fa perdere identità alle comunità, ma segue i processi di unione e incorporazione in corso in tutta Italia e che mettono al riparo dai rischi i cittadini valorizzando servizi aggiuntivi con l'introito per altro di imponenti finanziamenti a fondo perduto per 10 anni. Nelle scorse settimane sono stato eletto nel direttivo nazionale del Coordinamento Nazionale Fusione dei Comuni sarò ben lieto di dare una mano per far capire che questa strada che noi proponiamo non è un un rischio ma una grande opportunità”.

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