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Pubblicità e affissioni, approvata la mozione di Zamperini per snellire la burocrazia

Soddisfatto il consigliere di Fratelli d'Italia: "Amministrazione più vicina ai commercianti e ai cittadini"

Soddisfatto il consigliere comunale per Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini a seguito dell’approvazione da parte del consiglio della sua mozione sugli impianti per l’installazione dei mezzi pubblicitari e degli impianti di affissione.

“Sono davvero contento che il consiglio comunale di Lecco abbia approvato a larga maggioranza la mia mozione contro l'eccesso di burocrazia e i mille divieti su insegne, tende parasole, vetrofanie ed altro - commenta - Da oggi l'amministrazione comunale sarà più vicina alla gente. Grazie a tutti quanti, soprattutto a coloro che mi hanno segnalato i loro disagi. Un ringraziamento anche ai commercianti e a Confesercenti per i consigli e l'aiuto”.

La mozione di Zamperini riguardava la modifica dell’’attuale parte terza del “Piano generale degli impianti per l’installazione dei mezzi pubblicitari e degli impianti di affissione” che regolamenta, fra le altre cose, appunto ciò che concerne l’installazione di insegne, tende parasole o vetrofanie nella città di Lecco. Un regolamento che a detta del consigliere era ormai desueto, tanto da fare ancora riferimento al consiglio di zona ed alla commissione edilizia, organi ormai non più esistenti all’interno dell’amministrazione comunale.

Inoltre, non risponde più alle necessità che il progresso tecnologico e i nuovi mezzi di comunicazione e marketing pubblicitario hanno sviluppato” scriveva Zamperini nel testo. “Molte sono state le richieste di modifica, da parte di un gran numero di commercianti e di molti cittadini -spiega Zamperini - Anche l’assessore competente, più volte, ha sottolineato la necessità di rivedere alcune regole contenute nel piano generale degli impianti, così da ottenere delle regole efficaci e rispondenti alle nuove segnalazioni”.

Inoltre, le pratiche previste nel piano, spesso, fa presente Zamperini, passano dalla Commissione per il paesaggio, “anche quando ciò non è previsto da apposita normativa sovracomunale, allungando i tempi delle pratiche e rendendo al cittadino più difficoltoso ottenere risposte rapide e puntuali da parte dell’amministrazione comunale di Lecco”.

“Ad oggi sono state registrate situazioni di assoluta inefficienza e eccessiva burocratizzazione della materia - aggiunge il consigliere - quali ad esempio le richieste per ottenere colori similari fra lo sfondo delle insegne e il colore dei serramenti di un negozio, l’obbligo alla trasparenza di tali insegne per non “oscurare” le mura di un edificio non vincolato, pareri negativi supportati da giudizi esclusivamente soggettivi su loghi e intitolazioni di locali cittadini, divieto assoluto di utilizzare le così dette “insegne a bandiera” in tutto il territorio di Lecco, dinieghi per l’utilizzo di tende parasole considerate “brutte” a prescindere dal colore e dalla tipologia scelte di comune accordo. Queste “assurdità” nascono anche dal fatto che non esistano regole certe e che ad ogni cittadino vengano dati giudizi personali di merito, come sarebbe anche giusto, se non fosse per l’eccessivo carico di lavoro della Commissione per il paesaggio”.

A seguito dell’approvazione della mozione, il consiglio comunale si è quindi impegnato a modificare la terza parte del piano generale, favorendo cosìl’iter burocratico negli uffici comunali per ottenere una proposta di modifica presentata dalla giunta alla commissione competente nel più breve tempo possibile.

Verranno inoltre riviste, in modo più “permissivo” in particolar modo la disciplina concernente l’installazione di insegne, tende parasole e vetrofanie. Infine, Zamperini chiede al consiglio che vengano convocate le associazioni di categoria ed i commercianti in un incontro pubblico al fine di discutere di eventuali strade comuni da percorrere che garantiscano, da una parte, il decoro urbano e tutelino le particolarità artistiche storiche ed architettoniche, dall’altro facilitino i cittadini snellendo le procedure ed eliminando l’eccesso di burocrazia.

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