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Raffaele Straniero

Raffaele Straniero

«Rimpasto in Regione: Gallera parafulmine, si dovrebbe dimettere pure Fontana»

L'affondo di Straniero, Consigliere regionale lecchese del Pd: «Il fallimento della gestione della sanità lombarda non può essere ricondotto all'operato di un singolo assessore»

Il "rimpastone" di oggi all'interno della Giunta lombarda ha acceso il dibattito politico. Il consigliere regionale lecchese del Pd, Raffaele Straniero, va all'attacco parlando di scelte calate da Roma e chiedendo le dimissioni del presidente Fontana.

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«Il rimpasto nella Giunta Regionale e le modalità con cui ci si è arrivati meritano qualche commento - dichiara Raffaele Straniero - Innanzitutto evidenziano la clamorosa assenza della voce del presidente Attilio Fontana nel meccanismo decisionale e il fatto che le sorti della Lombardia siano definite a Roma dal trio Salvini-Berlusconi-Meloni. Nel merito, la sostituzione dell'Assessore al Welfare Giulio Gallera costituisce chiaramente un tentativo di trovare il "parafulmine" su cui "scaricare" quanto successo in Lombardia nell'ultimo anno. Infatti, che Gallera abbia commesso evidenti errori oltre a numerose incredibili gaffes è sotto gli occhi di tutti, ma è altrettanto chiaro come abbia sempre agito in sintonia con il Presidente Fontana».

Da qui l'ulteriore affondo del Consigliere lecchese. «Quindi, come è stato “silurato” Gallera, così dovrebbe dimettersi pure Fontana. Il fallimento della gestione della sanità lombarda non può essere ricondotto così facilmente all'operato di un singolo assessore. ma a scelte di fondo operate negli anni e in particolare allo smantellamento della sanità territoriale: urge una riforma radicale della legge 23 del 2015. Infine - conclude Straniero - l’ingresso nella Giunta della Lombardia di quelli che vengono definiti tre esponenti di "spicco" del centrodestra nazionale (Moratti, Locatelli, Guidesi) certifica il fatto che sinora questa Giunta ha operato malissimo e necessita di un rimpasto corposo. Ma non sarà sufficiente a farle ritrovare la rotta».

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