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L'aggressione a Villapizzone (foto Twitter/@ASparaciari)

L'aggressione a Villapizzone (foto Twitter/@ASparaciari)

Capotreno aggredito a Milano, il sindacato ferrovieri in protesta

Il Segretario generale di Fit-Cisl lancia l'appello: "Se non cambia nulla smetteremo di controllare i biglietti"

Si solleva la protesta dei ferrovieri dopo i fatti accaduti nella serata di ieri 11 giugno alla stazione di Villapizzone (Mi), dove alcuni giovani hanno aggredito un capotreno e un macchinista a colpi di machete, ferendoli entrambi in modo grave.

«Adesso non ci resta che sospendere la controlleria sui treni!»: sono queste le parole di Giovanni Luciano, Segretario generale della Fit-Cisl: gli aggressori, infatti, si sono scagliati sul capotreno quando quest'ultimo ha chiesto loro di mostrare il titolo di viaggio. E non è la prima volta che sulle linee lombarde si verificano episodi del genere, con la richiesta di controllo dei biglietti che si trasforma in un atto di violenza, di cui a fare le spese è il personale in servizio.

«I gravissimi fatti di Trenord di ieri notte rappresentano la goccia che ha fatto traboccare il vaso – prosegue Luciano – le aggressioni sempre più frequenti ai lavoratori del trasporto ferroviario sui treni sono da tanto tempo denunciate invano dal sindacato. Adesso si è superato ogni limite: non sono bastati gli scioperi come quello di domenica scorsa in Liguria, per far capire che ormai da tempo si vive un’emergenza quotidiana. Non si può andare a lavorare col rischio ogni giorno di essere aggrediti fino a quasi perdere la vita. Non è giusto, e non lo sopportiamo più».

«Non è una protesta contro le aziende - aggiunge il Segretario generale - che da sole forse non bastano a risolvere un’emergenza sociale così forte. Non è una protesta contro i pendolari, ma chiediamo alle aziende di far sospendere le operazioni di controlleria a bordo dei treni. O lo faranno loro oppure lo faremo noi, facendone uno sciopero bianco in virtù della sicurezza dei lavoratori, come prevede la stessa legge sugli scioperi. Ci aspettiamo che il Ministero degli interni e quello dei trasporti entrino in campo concretamente. Non basta mettere i varchi solo per i treni Frecciarossa! Vorremmo capire come mai in aeroporto ti tolgono pure le scarpe e alla stazione si può entrare con un machete».

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