Esino in vendita? Iniziativa di Eolo contro lo spopolamento. L'azienda: «Un milione all'anno a trecento comuni»

Tolto in velo: il piccolo comune di Esino Lario, capitanato dal sindaco Pensa, si è prestato alla causa dell'azienda di telecomunicazione

Il sindaco Pensa, a sinistra, con Sgarbi e il Ceo di Eolo Luca Spada

Esino Lario in vendita? Un'iniziativa provocatoria dell'azienda Eolo, che il comune di Esino Lario ha veicolato tramite il suo sindaco Pietro Pensa. A spiegarlo sono Pietro Pensa, sindaco di Esino Lario, e Luca Spada, fondatore dell'azienda Varesina, che oggi hanno spiegato il progetto "Missione Comune" a Milano, volto a contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni.

Esino in vendita? No, progetto di Eolo contro lo spopolamento

«Lo spopolamento si combatte con una visione di medio periodo per rigenerare quel patrimonio di fiducia che è il collante delle piccole comunità. Ad Esino Lario abbiamo ricostruito la fiducia verso il futuro per le giovani coppie e per chi il paese lo abita. Abbiamo promosso un bonus bebè, ristrutturato la scuola elementare, riattivato l’asilo, creato occasioni di turismo e di promozione territoriale, sviluppando percorsi sostenibili e inaugurando un nuovo museo digitalizzato della cultura, per rendere gli esinesi sempre più orgogliosi del meraviglioso territorio che abitano, e far ritrovare loro la fiducia», ha spiegato Pietro Pensa, sindaco di Esino Lario (LC).

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«Lo spopolamento è un’emergenza nazionale silenziosa, che crea gravi danni all’economia e alla cultura del nostro Paese. Per questo, da imprenditore originario di un piccolo comune del varesotto, ho sentito la necessità di fare qualcosa di concreto per i nostri piccoli borghi. Il progetto è nato da un puro desiderio di restituzione e vicinanza ai territori dove operiamo come azienda da anni e sui quali osserviamo giorno dopo giorno l’impatto positivo che la banda larga genera concretamente. Ne siamo sempre stati convinti e questa convinzione si è ulteriormente rafforzata quando 4 anni fa, in un virtuoso esempio di partnership pubblico/privato con il Ministero dello Sviluppo Economico, abbiamo avviato un progetto in co-finanziamento per un valore di 50 milioni di euro per abbattere il digital divide in 5 regioni d’Italia. Proprio grazie a questo progetto abbiamo conosciuto tantissime realtà territoriali in grande spopolamento e abbandonate e abbiamo capito che se non c’è infrastruttura e rete internet mancano anche i servizi di base. In aggiunta, abbiamo anche commissionato una ricerca ad hoc che dimostra come il 42,3% degli italiani sarebbe pronto a lasciare il proprio paese per cercare nuove opportunità lavorative, per avere servizi per il tempo libero e i consumi allineati con il livello europeo nonché per disporre di una migliore connettività e accessibilità a internet, importante per 3 persone su 5. Queste difficoltà hanno anche portato la perdita di 118.000 abitanti solo nei piccoli comuni delle aree bianche, equivalenti ad una città come Bergamo. Se anche noi privati aiuteremo queste cittadine ad evolversi sui servizi digitali credo potremmo dare un incentivo anche ai più giovani ad investire sul loro futuro proprio partendo dai loro luoghi natali». Così Luca Spada, presidente e fondatore di Eolo, il principale operatore internet FWA in Italia, spiega la decisione di promuovere un progetto di restituzione e sensibilizzazione sul tema dell’abbandono dei piccoli comuni, che ha preso il via venerdì 5 aprile con l’annuncio provocatorio da parte del sindaco di Esino Lario Pietro Pensa di vendere parti del proprio comune.

«Ho quindi chiesto a Pietro Pensa, Sindaco di Esino Lario, di aiutarmi a far discutere del tema, nella speranza che questa provocazione aiuti ad attivare energie positive per salvaguardare l’immenso patrimonio dei piccoli centri. Come sapete Esino Lario è un comune virtuoso che non si trova in difficoltà economica e che negli ultimi anni ha incrementato la sua popolazione anche grazie alla presenza di servizi infrastrutturali di base e dotazioni smart, a riprova di quanto sia importante e indispensabile un’offerta di questo genere anche in cittadine così piccole. L’iniziativa è stata sostenuta sin da subito anche l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). Il mio augurio è che con Pietro Pensa molti altri sindaci, cittadini e istituzioni si uniscano a noi per fare sistema e costruire insieme un futuro migliore con questo progetto che abbiamo voluto chiamare Missione Comune. Sono convinto che collaborando in maniera positiva con istituzioni locali e nazionali riusciremo ad attivare un processo positivo e di inversione della tendenza allo spopolamento», ha proseguito Spada.

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Come funziona il progetto "Missione Comune"

L’obiettivo del progetto Missione Comune di EOLO, è di aiutare i piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti a contrastare il crescente spopolamento, offrendo dispositivi tecnologici e connettività che possono portare anche le realtà più piccole ad innovarsi e a trasformarsi in “Smart City”. Da oggi è live la piattaforma missionecomune.eolo.it con la quale verrà data la possibilità ai comuni sotto i 5.000 abitanti di partecipare alla distribuzione delle risorse del progetto. I comuni destinatari di queste donazioni saranno scelti direttamente tramite il voto dei cittadini e dei simpatizzanti. La cittadinanza sarà infatti chiamata a partecipare per aggiudicarsi il contributo massimo di 14.000 euro, attraverso “missioni” social di promozione del proprio territorio seguendo le indicazioni presenti sul sito della piattaforma.

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La ricerca, commissionata da EOLO all’Università di Padova-Centro Studi di Community Group, ha analizzato le cause economico sociali dello spopolamento e l’impatto di questo fenomeno sull’economia del Paese, evidenziando l’emergenza silenziosa che coinvolge il 42,3% degli italiani, pronto a lasciare il proprio paese alla ricerca di maggiori opportunità economiche e lavorative (83%), servizi di livello europeo per il tempo libero e i consumi (79%) e migliore connettività e accessibilità a internet, importante per il 64,4% degli intervistati (16,3 milioni di adulti).

La ricerca mette infatti in evidenza come nelle aree bianche, dove vengono creati oltre 181 miliardi di euro di Valore Aggiunto, le imprese siano più piccole rispetto alla media nazionale e molto più votate alla manifattura. Il nanismo imprenditoriale e la scarsa vocazione all’export le penalizza in maniera consistente: nelle aree bianche, il tasso di mortalità delle imprese è 5 volte superiore a quello delle imprese in aree coperte (37 mila imprese morte tra il 2012 e il 2016). Una criticità che si riflette anche sul tasso di disoccupazione cresciuto negli ultimi 4 anni del 4,4%, a fronte di una crescita dell’1,9% nelle aree coperte da connettività ultraveloce.

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L'appoggio di Anci

«Abbiamo appoggiato immediatamente il progetto Eolo Missione Comune, condividendone l’alto obiettivo di invertire il flusso dello spopolamento dei piccoli comuni italiani. Come Anci siamo infatti fiduciosi che grazie alla sinergia tra iniziative di imprenditori come Luca Spada e le istituzioni nazionali e locali, i piccoli comuni potranno recuperare attrattività e tornare a popolarsi.”- commenta Massimo Castelli, Coordinatore Nazionale Anci Piccoli Comuni – Associazione Nazionale Comuni Italiani – “Un obiettivo che EOLO si propone di raggiungere sia attraverso un’opera di sensibilizzazione sul tema che interessa oltre 5.500 borghi che tramite l’impegno attivo e la proposta di soluzioni concrete al superamento del gap digitale».

Il lancio del progetto EOLO Missione Comune è stato anticipato da una campagna di sensibilizzazione made in EOLO che non vedeva comparire l’azienda ma che si affidava alla provocazione del Sindaco di Esino Lario Pietro Pensa di mettere in vendita parti del patrimonio artistico del Comune con l’obiettivo di finanziare la sopravvivenza del piccolo, già virtuoso, comune.

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