In tempi di Covid-19 il trekking è diventato lo sport più praticato in Italia

Complice la pandemia e il lockdown, il trekking è attualmente l'attività motoria più amata dagli italiani

In tempi di Covid, il trekking è diventato lo sport più praticato dagli italiani. Come leggiamo su Il Sole 24 Ore, a rivelarlo è l'Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche): il trekking è l'attività preferita degli italiani con una percentuale del 39 per cento.

Il trekking: come praticarlo e i benefici

L'escursionismo è un'attività motoria e sportiva basata sul camminare a scopo di studio o svago lungo percorsi poco agevoli che tipicamente non possono essere percorsi con i mezzi di trasporto convenzionali (sentieri, sentieri a lunga percorrenza, ippovie ecc.); derivato dalla lingua inglese, questo sport viene indicato anche come trekking - dal verbo inglese to trek, che significa appunto camminare lentamente o anche fare un lungo viaggio. Normalmente l'escursionismo si svolge in montagna o comunque in un ambiente naturale, e può essere accompagnato da attività naturalistiche quali l'osservazione degli uccelli, l'osservazione di specie botaniche o anche la visita di monumenti o fenomeni naturali posti lungo il percorso. 

Per chi lo pratica, inoltre, il trekking apporta numerosi benefici sia fisici che mentali: è una valvola di sfogo che aiuta ad allentare le tensioni e lo stress quotidiano, aiuta i processi cerebrali, fa bene all'apparato cardiocircolatorio, migliora la respirazione, tonifica la muscolatura.

Perché gli italiani amano il trekking

Ma per quale motivo il trekking è stato lo sport più praticato durante la bella stagione? Complice la pandemia con il conseguente lockdown e dunque la voglia di vivere nuove esperienze, scoprire luoghi diversi e stare all'aria aperta, come leggiamo sempre su Il Sole 24 Ore, "le motivazioni a partire sono riconducibili per il 43 per cento alla ricerca di benessere fisico e psicofisico e per il 22 per cento al desiderio di stare all'aria aperta dopo il lockdown primaverile. Il 15 per cento del campione ha inoltre dichiarato di aver effettuato il viaggio in estate semplicemente per non aver potuto camminare nei mesi inizialmente previsti, tra marzo e maggio, i più classici e indicati per evitare l'eccesso di calura".

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