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Superbonus, i timori di Ance: "Occorre ripensare un nuovo sistema di incentivi"

Costruttori spaventati dal decreto del Governo che blocca la cessione dei crediti: "Dare soluzioni alternative a chi deve ammodernare il patrimonio edilizio. È una priorità per il Paese"

L'addio al Superbonus in materia edilizia, con lo stop alla cessione del credito varato dal Governo Meloni, rischia di avere l'effetto di uno tsunami sull'economia di imprese e famiglie.

"Il decreto con cui il Governo, in tema di Superbonus, blocca per i nuovi interventi lo sconto in fattura e la cessione dei crediti costituisce un provvedimento che, se anche come sistema Ance non condividiamo, siamo costretti ad accettare perché, stando alle dichiarazioni espresse dal Ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, si rende necessario per mettere in sicurezza i conti pubblici. È chiaro che cambia radicalmente lo scenario d'ora in avanti per chi voglia rinnovare il proprio patrimonio immobiliare". 

Ad affermarlo è il presidente di Ance Lecco Sondrio Sergio Piazza, che continua: "Certo è che questa decisione richiede da parte del Governo l'elaborazione di un nuovo modello di incentivazione per favorire l'ammodernamento del patrimonio edilizio esistente, anche per poter far fronte alle richieste dell'Unione europea di raggiungere gli obiettivi di efficientemente energetico fissati e ridurre l'inquinamento e il consumo energetico di cui, ricordiamo, il parco immobiliare obsoleto è tra le principali cause. È una priorità per il Paese, oltre che un fattore trainante per lo sviluppo del nostro settore".

"Risposte immediate per evitare fallimenti"

"Fondamentale è comunque che il Governo dia con urgenza una risposta a tutti coloro che, fino a oggi, hanno fatto affidamento sugli istituti concessi dai governi precedenti, in tema di sconto in fattura e cessione dei crediti - ribadisce il presidente di Ance Lecco Sondrio - Chi si è mosso sul Superbonus seguendo quanto previsto dalla legge deve essere tutelato e garantito: mi riferisco alle imprese che oggi, se non si pone rimedio con urgenza alla soluzione dei crediti incagliati, rischiano il fallimento e alle famiglie che si sono indebitate. Sotto questo aspetto, se è vero che il Governo ha deciso di chiudere l'esperienza da poco avviata da alcuni enti pubblici di acquistare i crediti incagliati, deve spiegarci quale soluzione alternativa intende adottare. È una questione di giustizia, prima ancora che un pericolo sociale ed economico dagli impatti devastanti".

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