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Technoprobe, il debutto in Borsa è con il botto: “Raddoppieremo il fatturato”

Grandi numeri per l'azienda di Cernusco Lombardone, che a inizio settimana ha fatto il proprio ingresso a Piazza Affari

Debutto con il botto per la Technoprobe. Martedì 15 settembre l'azienda di Cernusco Lombardone ha fatto il proprio ingresso in Piazza Affari su Euronext growth milan (Egm), il segmento dedicato alle Pmi ad alto potenziale di crescita, segnando un progresso del 14,04%. In fase di collocamento l'azienda ha raccolto 644,1 milioni. In caso d'integrale esercizio dell'over-allotment, l'importo complessivo raccolto sarà di 712,5 milioni. La valutazione implicita indicata dalla società, tenuto conto delle diverse categorie di azioni, è di 3,4 miliardi. La prosecuzione è stata decisamente positiva: nella mattintata di venerdì 18 il titolo Technoprobe ha fatto registrare un +1,54% (6,58 euro), continuando la performance al rialzo segnata dallo sbarco a piazza Affari a quota 5,7 euro.

“Raddoppieremo il fatturato”

Raddoppiare il fatturato nel giro di 5-6 anni e acquisire in modo mirato aziende in grado di integrare il portafoglio tecnologico. Roberto Crippa, vicepresidente esecutivo di Technoprobe, ha tracciato la rotta della società e ha spiefato come l'azienda sia diventata un colosso mondiale partendo da un garage della Brianza. "Noi - ha spiefato all'Adnkronos - siamo partiti con dei mezzi molto modesti e limitati. Mio papà è andato in pensione 30 anni fa, ha preso i soldi della liquidazione e ha messo in piedi un laboratorio dove realizzava schede elettroniche che ha iniziato a vendere all'unico cliente che c'era in Italia. Poi l'azienda è rimasta in una fase embrionale fino al 2012, anno in cui abbiamo lanciato dei nuovi prodotti basati su tecnologia proprietaria che hanno riscontrato un successo incredibile. Tanto che tutti i principali produttori di semiconduttori al mondo oggi sono nostri clienti e spesso addirittura per alcuni clienti siamo l'unico fornitore".

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Una crescita che li ha portati da un fatturato di una ventina di milioni di una decina di anni fa a chiudere il bilancio 2020 con 320 milioni di fatturato, 11 sedi nel mondo e migliaia di dipendenti, prima di approdare in Borsa. "Facciamo un prodotto che serve per testare i microchip - spiega - qualunque chip di qualunque applicazione va testato. Tanto più il chip è complesso tanto più il test è complesso. Senza queste apparecchiature che facciamo, i nostri clienti non possono sapere se il loro prodotto è buono. Quindi ci troviamo in una condizione dove i top player del mondo comprano da noi. Tanto che in Italia facciamo il 2% del fatturato globale, il 98% è tutto fuori dal Paese".

I rischi del 2011

Eppure nel 2011 l'azienda non era né carne né pesce: "Stavamo andando fuori mercato - ha spiegato Crippa -, perchè avevamo un prodotto vecchio, che non funzionava bene, che aveva un sacco di difetti. Nel 2012 abbiamo lanciato questo nuovo prodotto che era stato in sviluppo per ben 10 anni. Le prestazioni erano inarrivabili per tutti e quindi abbiamo conquistato sempre più clienti. Tanto che oggi se ci fermiamo noi altri non escono, si blocca la filiera dei telefonini ad esempio. E quando c'e' stata la pandemia abbiamo dovuto rassicurare i clienti che non ci saremmo fermati. Siamo piccoli, ma veramente indispensabili". 

Technoprobe continua a fare il grosso dello sviluppo in Italia e assume. I primi nove mesi dell'anno si sono chiusi con ricavi per 330 milioni di euro. E ora, con un'azienda che vale oltre tre miliardi e mezzo di euro, si punta a crescere nel prossimo futuro anche con acquisizioni mirate, in attesa di sbarcare sul listino principale di Piazza Affari. "Se ci quotiamo in borsa e raccogliamo capitali - spiega Crippa - è per provare a fare dei passi successivi a quella che è la pura crescita organica. Come target abbiamo identificato delle aziende interessanti che ci danno valore aggiunto in senso tecnologico; non cerchiamo dei competitor da acquisire per acquisire una fetta di mercato. Non ci interessano. Il mercato ce lo prendiamo da soli. Ci interessa comprare un'azienda che ci dia una complementarietà con il portafoglio tecnologico, quindi che si sposi bene con quello che abbiamo e che lo renda ancora più vincente. Ci stiamo guardando in giro. L'obiettivo, da qui a 5-6 anni, è di raddoppiare il fatturato dell'azienda. Questo inizio di quotazione sull Euronext Growth Milan lo vediamo come un passaggio per iniziare a capire cosa significa essere quotati. Poi quando ci sentiremo pronti, andremo sul mercato principale".

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