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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Cassa integrazione: un 2021 in netta ripresa, ma il 2019 è ancora lontano

Lo studio eseguito dalla Uil del Lario sui dati Istat pone il 2021 a metà strada tra il 2019 e il 2020

Il 2021 ha fatto registrare una ripartenza decisa per l'economia locale. Ma i dati, almeno prendendo in considerazione la cassa integrazione rimangono ancora lontani da quelli del 2019. Il 12° rapporto stilato dalla Uil del Lario sulle ore di ‘cassa’ richieste nelle province di Lecco e Como, eseguito sui dati Istat e relativo all’anno appena andato in archivio, conferma il miglioramento della situazione economica nei due territori.

Cassa integrazione: 2020 superato, 2019 lontano

La richiesta della cassa integrazione nel mese di dicembre aumenta in entrambe le province rispetto a novembre 2021: questo fa presupporre che l’emergenza sanitaria e la difficoltà di trovare le materie prime ha inciso nell’ultimo mese dell’anno. Al contrario, la richiesta di ore di cassa integrazione effettuata a dicembre 2021 diminuisce se confrontata con lo stesso mese dell’anno 2020, mese nel quale si era nel pieno della seconda ondata e la regione Lombardia si trovava confinata in zona rossa.

Cassa integrazione totale dicembre 2021, confronto con novembre 2021:

  • Como dicembre 2021 ore 1.640.650 +294,6%;
  • Lecco dicembre 2021 ore 539.477 +302,6%;
  • Lombardia dicembre 2021 ore 19.006.503 +39,7%;
  • Italia dicembre 2021 ore 78.778.308 +12,8%.?

Cassa integrazione totale dicembre 2021, confronto con dicembre 2020:

  • Como -1,8%;
  • Lecco -68,6%;
  • Lombardia -57,7%;
  • Italia -58,4%.

Il confronto 2021-2020 rileva la netta diminuzione della richiesta di ore di cassa integrazione nelle due province.

Cassa integrazione totale anno 2021, confronto con il 2020:

  • Como anno 2021 ore 25.440.219 -40,1%;
  • Lecco anno 2021 ore 11.014.111 -56,5%;
  • Lombardia anno 2021 ore 368.110.573 -46,0%;
  • Italia anno 2021 ore 1.711.903.255 -39,5%.

Il confronto, invece, 2021-2019 rileva come lo tsunami della pandemia abbia prodotto effetti negativi anche per il 2021 nelle due province.

Cassa integrazione totale anno 2021, confronto con il 2019:

  • Como anno 2021 +597,3%;
  • Lecco anno 2021 +476,6%;
  • Lombardia anno 2021 +838,0%;
  • Italia anno 2021 +589,6%

I dati relativi ai distretti principali, tessile e metalmeccanico, delle due province nell’anno 2021, confrontati con il 2020, mostrano una ripresa del primo settore in entrambi territori, mentre il tessile arranca in provincia di Como.

Cassa integrazione anno 2021 settore tessile, confronto con il 2020:

  • Como, cassa integrazione totale Tessile anno 2021 confronto anno 2020, +3,1%. I lavoratori/lavoratrici in cassa integrazione mediamente sono stati 5.603.
  • Lecco, cassa integrazione totale Tessile anno 2021 confronto anno 2020, -5,0%. I lavoratori/lavoratrici in cassa integrazione mediamente sono stati 958.

Cassa integrazione totale 2021 settore metalmeccanico, confronto con il 2020:

  • Como, cassa integrazione totale settore Metallurgia-Meccanica anno 2021 confronto anno 2020, -61,7%. I lavoratori/lavoratrici in cassa integrazione mediamente sono stati 1.822;
  • Lecco, cassa integrazione totale settore Metallurgia-Meccanica anno 2021 confronto anno 2020, -68,0%. I lavoratori/lavoratrici in cassa integrazione mediamente sono stati 2.411.

La diminuzione della cassa integrazione nel 2021, a confronto con il 2020, si registra nel settore dell’edilizia, commercio e dell’industria, mentre aumenta nell’artigianato in provincia di Como. Nel medesimo periodo diminuisce in tutti i settori della provincia di Lecco.

Cassa integrazione anno 2021, confronto con il 2020 per settori produttivi:

  • Industria: Como -35,2 %; Lecco -58,0%.
  • Edilizia: Como -80,7%; Lecco -84,6%.
  • Artigianato: Como +123,9%; Lecco -66,0%.
  • Commercio: Como -47,9%; Lecco -43,6%.

Il numero di lavoratori mediamente in cassa integrazione nel 2021:

  • Como 13.275 (-8.896 rispetto al 2020);
  • Lecco 5.664 (-7.350 rispetto al 2020);
  • a questi vanno aggiunti quelli in FSBA (Fondo di Solidarietà Bilaterale per l'Artigianato).

“Prorogare gli ammorizzatori sociali”

“In conclusione, l’anno appena terminato fornisce una situazione più rosea rispetto al 2020, ma preoccupa l’incremento della richiesta di cassa integrazione a dicembre rispetto a novembre. - spiega Salvatore Monteduro, segretario Uil del Lario -. Una preoccupazione che è anche avvalorata dal confronto dei dati dell’anno appena terminato con l’anno 2019, dai quali si evince che si è ancora lontani dal dichiarare superata definitivamente la crisi economica e, con essa, quella sociale. Ancora una volta si fa notare come gli ammortizzatori sociali hanno permesso di salvaguardare moltissimi posti di lavoro, che solo nelle nostre province sono stati oltre 18.000. Lavoratori che hanno comunque subito una forte decurtazione della propria busta paga: se consideriamo un dipendente a tempo pieno con una retribuzione annua netta di 17.285 euro (1.440 euro mensili) posto in cassa integrazione a zero ore, la perdita, tra riduzione dello stipendio e mancati ratei di tredicesima e quattordicesima, ammonterebbe a 444 euro mensili, circa il 30% in meno. Il beneficio degli ammortizzatori sociali non è stato solo di tutela per questi soggetti e le loro famiglie, ma lo stato anche per le aziende, alle quali ha permesso di salvaguardare le tante professionalità presenti nelle stesse, garantendo un’immediata ripartenza dei processi di produzione e alla ripresa economica. Infine, e non da sottovalutare, il ruolo svolto per l’economia del territorio dagli ammortizzatori sociali, i quali hanno permesso di sostenere i consumi: pensiamo che la media di 18.000 lavoratori/lavoratrici in cassa integrazione nell’anno 2021 ha significato circa 150 milioni di euro di reddito spesi in prodotti e servizi. Sarebbe opportuno che fino alla durata della fase emergenziale fossero prorogati gli ammortizzatori”.

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Salvatore Monteduro BONACINA/LECCOTODAY

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