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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Economia

Export lecchese con l'estero in netta crescita nel 2021

Commercio estero del quarto trimestre, Lecco chiude il 2021 con un +8,9% rispetto al 2019 e con un +18,8% rispetto al 2020: è la percentuale più alta di tutta la Lombardia

Commercio estero del quarto trimestre, Lecco chiude il 2021 con un +8,9% rispetto al 2019 e con un +18,8% rispetto al 2020, percentuale più alta di tutta la Lombardia. I dati sono stati forniti dall'assessorato allo Sviluppo economico di Regione Lombardia presieduto da Guido Guidesi.

Complessivamente nel 2021 la Lombardia è riuscita a esportare beni per un valore di 135,9 miliardi di euro superando il precedente massimo storico annuale del 2019 del 6,6% (anno nel quale l'export regionale toccò i 127,5 miliardi di euro). Occorre anche considerare che i consistenti incrementi in valore sono legati alla dinamica dei prezzi, che è stata caratterizzata da sensibili aumenti nel corso di tutto il 2021. È quanto emerge dal rapporto sul commercio estero della Lombardia nel quarto trimestre e il consuntivo 2021 pubblicato oggi, mercoledì 16 marzo, da Unioncamere Lombardia.

Nel quarto trimestre l'attività delle imprese manifatturiere lombarde si è mantenuta su buoni livelli, nonostante i problemi riscontrati sul lato delle forniture e dei prezzi di materie prime ed energia. Una domanda estera ancora vivace, anche se con primi segnali di rallentamento, ha consentito all’export lombardo di crescere ulteriormente (+10,2% rispetto al trimestre precedente).

Guidesi: "Caro energia e guerra minano crescita"

"Numeri straordinari ottenuti grazie agli sforzi degli imprenditori lombardi e al supporto di Regione Lombardia che certificano una ripresa oramai strutturale - ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi - Purtroppo però fattori esterni come la pandemia energetica e l'assurda guerra in Ucraina stanno seriamente minando la crescita economica. Servono interventi immediati da parte del Governo e della Commissione Europea. Rispetto alla pandemia 'energetica' i tempi di reazione degli enti sovraregionali sono troppo lenti. Abbiamo lanciato l'allarme lo scorso 20 ottobre e il primo intervento da Bruxelles è arrivato dopo 5 mesi. Dalle tempistiche con cui si affrontano le problematiche delle aziende dipende il futuro del lavoro".

Auricchio (Unioncamere): "Anno dei record"

"Seppure con qualche aggiustamento congiunturale nel primo e nel terzo trimestre, il 2021 si caratterizza come l'anno dei record per l'export della nostra regione commenta il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio - Le imprese lombarde, protese verso i mercati internazionali, hanno prontamente agganciato la ripresa della domanda mondiale post-crisi superando le difficoltà di approvvigionamento e gli incrementi di prezzo per materiali ed energia, anche se i recenti avvenimenti rischiano di vanificare i livelli raggiunti per l’aggravarsi della crisi energetica e delle dinamiche internazionali".

Metalli al centro della ripresa

Il comparto legato ai metalli e alle loro produzioni si conferma forte motore della ripresa (+34,3% rispetto al 2020 e +17,7% rispetto al 2019) con effetti positivi sulla performance della maggior parte delle province. Rispetto al 2019 risultano in forte crescita anche i prodotti alimentari (+13,8%), le sostanze e prodotti chimici (+12,7%) e i computer e apparecchi elettronici (+12,2%). Positivi anche la gomma e materie plastiche (+9,1%), i mezzi di trasporto (+2,0%). In linea con il risultato pre-crisi, con solo piccoli incrementi, gli articoli farmaceutici (+0,7%) e i prodotti tessili, pelli-calzature e accessori (+0,4%). Non riescono, invece, a recuperare sul 2019 i macchinari e gli apparecchi (-1,4%).

Turchia, Cina, Brasile e Regno Unito: dove si esporta di più

L’incremento rispetto al livello pre-crisi del valore esportato verso tutte le destinazioni è del +7,5%. I flussi verso molti dei principali paesi di destinazione delle merci lombarde registrano incrementi a due cifre rispetto al 2019: Turchia +23,5%, Cina +23,4%, Brasile +20,1%, Regno Unito +18,2%, Israele +14,4%, Germania +10,1%. A questi si contrappongono le perdite verso l’Algeria (-30,2%) e Hong Kong (-13,2%). Negativo anche il risultato verso la Russia (-3,8% sul 2019) nonostante un 2021 in recupero rispetto al 2020 (+14,0%).

L'andamento delle province

Quasi tutte le province superano i livelli 2019, grazie principalmente all'export di metalli di base e prodotti in metallo (Brescia, Cremona, Lecco, Mantova, Sondrio), sostanze e prodotti chimici (Bergamo), articoli farmaceutici (Monza e Brianza e Varese). computer e apparecchi elettronici (Lodi), prodotti tessili e abbigliamento (Milano). Solo due provincie lombarde - pure crescendo rispetto all'anno scorso - scontano ancora un gap rispetto al 2019: Pavia (-8,4%) per la quale pesa il -80% dell'export di prodotti tessili, abbigliamento, pelli-calzature e accessori rispetto al 2019 e Como (-0,5%) con una riduzione del 19% della stessa categoria di prodotti.

Il valore delle importazioni cresce del 13,0% congiunturale, più intensamente rispetto a quanto registrato dalle esportazioni, sfiorando complessivamente i 150 miliardi di euro nel 2021. L’incremento rispetto al 2019 si attesta al +11,8%. Il saldo negativo della bilancia commerciale regionale si attesta così a 4,5 miliardi di euro nel quarto trimestre, e a 14 miliardi per l’intero 2021.

Tabella export 2021-2

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