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(Foto di repertorio)

(Foto di repertorio)

Legambiente: sit-in sul torrente Varrone per la salvaguardia dei corsi d'acqua naturali

«Basta incentivi all'idroelettrico nei fiumi e nei torrenti. Anche quando si tratta di energia rinnovabile è necessario il rispetto della Direttiva Quadro delle Acque»

Torrenti depredati, biodiversità a rischio, incentivi per lo sfruttamento indiscriminato di una risorsa preziosa: i corsi d'acqua naturali sull'arco alpino sono, secondo Legambiente, fortemente a rischio a causa del numero crescente di domande per la realizzazione di nuove derivazioni e impianti idroelettrici (mini e micro idroelettrico). 

Nella sola Lombardia risultano attivi 705 centraline sotto i 3.000 kw (tabella 1) e centinaia sono le richieste attualmente in fase di valutazione. Questo processo è coinciso con l'esigenza di incrementare la produzione di energie rinnovabil iprodotte dal Paese per conseguire gli obiettivi della Direttiva 2009/28/CE e il piano di azione nazionale per le energie rinnovabili (Decreto Direttoriale 29 del Ministero dell'Ambiente), ma ha determinato un intenso conflitto con gli obblighi di qualità dettati dalla Direttiva Quadro Acque, la 2000/60/CE che invece impone la tutela e il miglioramento dei corpi idrici.

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«Negli ultimi decenni c'è stata una scarsa pianificazione strategica da parte della Regione e delle Province e una grave sottovalutazione dei rischi potenziali sullo stato ecologico dei corpi idrici legati alla realizzazione di questi strutture. Gli incentivi agli impianti idroelettrici sono serviti più ad alimentare speculazioni sui territori che a realizzare progetti effettivamente utili al fabbisogno energetico della regione - dichiara Lorenzo Baio, coordinatore settore acqua di Legambiente Lombardia - A tutto ciò si deve aggiungere l'assenza di trasparenza nelle pratiche formali e i controlli insufficienti relativi al rispetto delle misure di mitigazione già oggi imposte. Da anni Legambiente con i suoi circoli territoriali, i comitati e le associazioni che hanno a cuore il territorio, cerca di fronteggiare un vero e proprio far west, sottolineando la mancanza di strumenti normativi adatti a dare delle regole a questo mercato. I presidi organizzati su tutto il territorio lombardo insieme ai comitati locali e alle tante associazioni sensibili al tema, dimostrano le preoccupazioni dei cittadini rispetto alla salvaguardia dei corsi d’acqua naturali».

Come simbolo della "Protesta dei pesci di fiume" è stato scelto il Cottus Gobio, una specie d'acqua dolce diffusa in tutta Europa e che in Italia è minacciata soprattutto a causa delle opere di regimazione dei corsi d'acqua e dalla diminuzione delle portate, oltre che dall'inquinamento. 
Nel lecchese i volontari del Circolo Legambiente Lario Sponda Orientale, in collaborazione con il comitato "Salviamo i nostri torrenti", saranno presenti sabato 25 gennaio dalle 14 con striscioni e slogan sul torrente Varrone a Premana, sul ponte pedonale dell'area industriale. 

Incremento del numero di impianti autorizzati in Lombardia nel periodo 2013-2018 diviso per province

N° impianti 

Provincia

2013

2014

2015

2016

2017

2018

BG

100

128

132

135

142

149

BS

147

182

202

215

220

230

CO

14

17

18

19

18

18

CR

9

10

16

16

16

15

LC

27

29

30

30

30

30

LO

12

14

13

14

13

13

MB

0

1

1

1

1

1

MI

18

25

23

25

28

28

MN

10

15

14

16

23

24

PV

16

20

13

18

30

30

SO

108

108

114

127

129

134

VA

22

24

25

30

32

33

totale

483

573

601

646

682

705

Fonte: elaborazioni Legambiente Lombardia da dati di Regione Lombardia

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