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Cubi giganti per la sicurezza in zona monastero, critiche a Calolzio: «Troppo brutti»

Le barriere protettive a due passi dal fiume sono state messe dal Comune per dare attuazione alle misure antiterrorismo. Ma in tanti chiedono soluzioni migliori per un'area di pregio come quella del Lavello

«Sono orribili. In un luogo di così alto valore storico e paesaggistico non c’era nulla di più adatto? Sgarbi inorridirebbe, e non solo lui». È solo uno dei tanti commenti scritti sui social dai cittadini di Calolziocorte, molto critici rispetto ai nuovi cubi protettivi collocati in zona al Lavello, tra il lungo Adda e il monastero, in uno dei luoghi di maggior pregio del territorio lecchese.

La scelta di porre questi imponenti dissuasori per bloccare l’ingresso nell’area pedonale a veicoli guidati da eventuali malintenzionati è stata presa dall’Amministrazione comunale a seguito delle disposizioni del Ministero dell’Interno e della Prefettura in materia di antiterrorismo. C’è chi dice no, o comunque si interroga, rispetto alla necessità di “blindare” in questo modo luoghi di ritrovo simbolo di paesi e città. Soprattutto a ridosso di scorci naturali molto belli e di monumenti storici di alto valore come il complesso religioso dedicato a Santa Maria del Lavello, riportato a nuovo splendore grazie ai fondi europei e all’intervento di enti locali e associazioni.

Ma anche chi accetta questo tipo di provvedimenti protettivi, boccia senza se e senza ma l’estetica dei quattro cubi giganti completamente spogli. «A Bergamo nel periodo natalizio li avevano almeno decorati, questi di Calolzio sono invece un vero pugno nell’occhio» – ha scritto un cittadino sul gruppo Facebook “Sei di Calolzio se”  al quale fanno eco anche i frequentatori della zona: «Che orrore, che brutti, inguardabili». E tra chi suggerisce almeno di abbellire i grigi cubi con colori, fiori o disegni sullo stile delle barriere messe vicino ai negozi per impedire le spaccate dei ladri, ci sono calolziesi che respingono le critiche: «Secondo me in qualsiasi modo sarebbero stati realizzati in tanti si sarebbero lamentati comunque, anche se progettati da Renzo Piano o affrescati dal Tiepolo».

Contattato telefonicamente, il sindaco Cesare Valsecchi conferma le motivazioni che hanno portato alla collocazione dei discussi dissuasori. «Si tratta di un intervento imposto da Governo e Prefettura per la sicurezza in base alle normative antiterrorismo decise ormai qualche mese fa - spiega Cesare Valsecchi – In zona Lavello si tengono manifestazioni, mercatini, eventi di vario tipo e i frequentatori della zona sono numerosi. Siamo quindi dovuti intervenire collocando quei cubi. Li abbiamo fatti sistemare di recente. Considerate anche le perplessità sollevate, cercheremo di abbellirli, magari colorandoli, oppure inserendo piante o altri arredi urbani. Nei prossimi giorni – conclude il primo cittadino di Calolziocorte – prenderemo una scelta precisa su come intervenire».

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