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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Il dramma di Giordana diventa un libro con un messaggio ai giovani: "Al bullismo si può reagire"

La mandellese Bonacina, maestra alla primaria di Lierna, ha scritto "La bambina invisibile", toccante opera autobiografica. "Tenersi tutto dentro è pericoloso: chi è vittima può trovare la propria strada e riscattarsi"

Un libro contro il bullismo, una storia per sensibilizzare, un messaggio da trasmettere ai giovani: "reagire è possibile".

La bambina invisibile, scritto da Giordana Bonacina, è tutto questo e ripercorre la drammatica vicenda personale dell'autrice, ambientata nella Mandello di una quarantina di anni fa. Insegnante alla scuola primaria di Lierna, ma anche istruttrice di danza e fitness, ballerina, cantante, presentatrice e volontaria, Giordana non è nuova a progetti editoriali, avendo realizzato negli anni scorsi, insieme ai suoi studenti, due volumi proprio contro il bullismo. È inoltre formatrice di Protezione civile nel gruppo A2A di Milano, con particolare attenzione al tema della sicurezza in internet. 

La vicenda

I fatti narrati si svolgono a Mandello, dai 10 anni di Giordana fino agli 11 e mezzo. Un gruppo di adolescenti intorno ai 15-16 anni inizia a prendersi gioco di lei, soggiogandola e costringendola a prove estenuanti quali ad esempio correre intorno alla piazza fino a stare male. "Minacciavano di raccontare a mio padre che mi piaceva uscire con ragazzi più grandi - racconta a Lecco Today - Avevo paura, non volevo dare un dispiacere ai miei genitori, anche perché temevo che mio papà, con grandi valori morali e rigidissimo, avrebbe creduto a loro e non a me".

Non si tratta di violenze fisiche quanto psicologiche, "anche se una volta mi buttarono nel lago. Era un'umiliazione continua, mi avevano individuato come obiettivo perché fragile, fuori dal coro. Ero diventata il loro giocattolo umano. Ogni volta scappavo in lacrime".

La situazione si risolve dopo un anno e mezzo, quando suo padre, l'indimenticato Angelo Bonacina, giunge in piazza proprio durante un episodio, cogliendo sul fatto i mascalzoni. "Decisi di parlarne con i miei e alla fine mio papà intervenne. Da allora la situazione si risolse, ma avere taciuto per un anno e mezzo fu distruttivo. Il problema è la sensazione di vergogna e inadeguatezza che questi individui ti mettono addosso".

"Nessuna vendetta"

Giordana chiarisce subito il motivo che l'ha spinta a raccontare questa storia, la sua storia. "L'intento non è una rivalsa o denunciare quello che mi è successo, quanto piuttosto mettere in risalto l'epilogo, cosa sono diventata: una donna energica, vitale, che ha fatto moltissimo per sé e per gli altri - sottolinea - Ai giovani voglio dimostrare che si è possibile, si può convertire la sofferenza in forza. Lo scopo è parlare ai ragazzi e alle famiglie, perché sul tema del bullismo occorre grande attenzione. I ragazzi mascherano i problemi per vergogna, ma se si legge tra le sfumature questi problemi possono essere colti".

La mandellese ha iniziato a scrivere il libro cinque anni fa, "e ogni pagina ha causato dolore, perché rivivevo quanto accaduto". La spinta a pubblicarlo è arrivata sulla scia del successo di Bulli di sapone e Welcome to the jungle, i volumi scritti con i suoi studenti della scuola primaria di Lierna. "Sono nati in epoca covid, il primo durante la Dad, trasformata in un grande laboratorio di scrittura, il secondo poco dopo". Libri che hanno fatto molto parlare, giungendo persino nelle scuole francesi. 

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"Ho usato il letame del passato per concimare il mio futuro"

I primi responsi sull'ultima opera non hanno tardato ad arrivare. "Mi hanno scritto che lo leggono a rate, perché coinvolti a livello emotivo - spiega Giordana - C'è chi ha provato rabbia, chi rimane incredulo pensando a come sono ora. Forse si aspettavano una vittima afflitta, chiusa e introversa, invece non è così. Ho usato il letame del passato per concimare il mio futuro. Ma mi domando come sarei se non avessi trovato il coraggio di parlare, e perché all'epoca non lo feci prima. Mi tenni tutto dentro per un anno e mezzo, sarei potuta diventare a mia volta una bulla, dipendente dai farmaci, egoista. O, come purtroppo accade ad alcuni, potevo non essere più qui. Quando trovi la tua strada diventi indistruttibile".

Qual è il sentimento verso gli allora adolescenti che la tormentavano? "Li ringrazio, mi hanno permesso di individuare il mio percorso, aiutare i bambini e dedicarmi agli altri. Alcuni li vedo e li saluto per pura cordialità, altri no. Non ho comunque interesse ad avere rapporti con loro. Forse non si rendono nemmeno conto di quanto male possano avere fatto".

La bambina invisibile è edito con la piattaforma di self-publishing Youcanprint ed è disponibile nelle principali piattaforme digitali (qui Amazon) e ordinabile in libreria.

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