Il Comune di Varenna restaura l'ingresso del cimitero e il campanile

Le opere interessano gli intonaci e in particolare i decori interni al camposanto, oltre alla piastra marmorea dedicata ai Caduti alla chiesa di San Giorgio

Il Monumento ai Caduti a Varenna

L'Amministrazione di Varenna mette mano ad alcune opere di pregio site in paese. Alcune riguardano la sistemazione dell'ingresso cimiteriale, oramai in stato di degrado per la cattiva conservazione degli intonaci complessivi e in particolare dei decori interni che caratterizzano la bella architettura di fine "Ottocento", nonché il restauro della piastra marmorea dedicata ai Caduti, fissata alla base del campanile della chiesa di San Giorgio e rivolta verso la piazza.

Per affrontare al meglio tali interventi conservativi è stato conferito incarico alla Ditta "La Torre restauri" di Torre Boldone, che opera da molti anni nel settore della manutenzione dei beni storici e artistici e che ha già eseguito, quanto al primo degli interventi citati, una serie di sondaggi per individuare in modo scientifico le cause principali del degrado, così da predisporre un progetto di restauro che sarà condiviso
dall’Ufficio della locale Soprintendenza. 

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L'esame del portico d'ingresso del cimitero varennese ha rivelato, in particolare, problemi legati alle lacune della pellicola pittorica, ai distacchi degli intonaci, alla formazioni di efflorescenze saline, con messa in evidenza degli strati costituenti il supporto di base delle murature. La stessa pellicola pittorica delle immagini e delle decorazioni caratterizzata da una stesura a secco con colore a calce, è stata ampiamente degradata nel tempo per le infiltrazioni di acqua ed a causa dell'utilizzo di materiali non idonei nel corso di precedenti restauri; interventi nei quali sono stati eseguiti ritocchi e rifacimenti a base di tempera industriale, utilizzata perlopiù nell'edilizia.

Anche la lapide commemorativa dei caduti, disegnata dal varennese Carlo Scanagatta intorno al 1922 e realizzata in marmo bianco di Musso dallo scultore toscano Poli si trova in stato di precarietà, sia nella parte marmorea che in quella bronzea, costituita dai fastigi e dalle ghirlande. La stessa bella statua della Vittoria, oltre alla lastra di supporto, sono state invase da sostanze carboniose e muffe organiche causate dal 
ricorrere degli eventi meteorici, oltre che alla rottura del canale di gronda del campanile, che scarica le acque piovane direttamente sul monumento, il tutto unito all'inquinamento del traffico di passaggio accumulato nel tempo. Anche su tale opera è stata eseguita un'accurata indagine dalla Ditta incaricata redigendo un progetto che tramite opportuni trattamenti come la pulitura, la stuccatura e il ripristino delle parti ammalorate, fino ad una protezione conservativa, ridarà al monumento il suo originario aspetto, rinnovando lustro al paese e perpetuando il ricordo verso i concittadini che tanto hanno dato alla Patria e alla Comunità, per ricordarli insieme a tutte le Associazioni locali interessate a rendere sempre viva la loro memoria.

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