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Il sindaco di Dervio Stefano Cassinelli

Il sindaco di Dervio Stefano Cassinelli

Forno crematorio a Dervio? «Impossibile indire un referendum, polemica inutile»

Richieste dalla minoranza e da altri movimenti del paese. Il sindaco Stefano Cassinelli: «È tecnicamente impossibile, l'unico scopo è aprire una polemica»

Il tema del tempio crematorio a Dervio, già oggetto di una raccolta firme da parte del gruppo di minoranza guidato dall'ex sindaco Davide Vassena, ora è al centro di una nuova campagna mediatica sinergica in cui Gabriella Friso invoca sui giornali un referendum, dopo la richiesta di elenchi elettorali da parte della minoranza per indire referendum.

«Il forno crematorio a Dervio è insostenibile»

«L'Amministrazione ha già avuto modo di spiegare i motivi per cui ha scelto di presentare la candidatura di Dervio per il tempio crematorio guardando al futuro del paese e facendo tutte le valutazioni del caso, disponibilità che dopo la candidatura di Lecco chiaramente è assai indebolita - spiega il sindaco di Dervio Stefano Cassinelli - L'Amministrazione non intende però accettare l'ennesima polemica montata ad arte in cui si chiede un referendum che non è possibile indire. Quindi prima di veder scatenare l'ennesima polemica fondata su informazioni false è giusto precisare che il gruppo di minoranza ha richiesto gli elenchi delle liste elettorali con la motivazione di raccogliere firme per un referendum (per chiarezza firme che nulla hanno a che vedere con quelle già raccolte e mai depositate in Municipio), ma logicamente la minoranza sa che non può presentare la richiesta e sta agendo con il solo scopo di aprire una nuova polemica».

Il motivo è semplice, secondo Cassinelli: «Nel 2001 l'Amministrazione ha approvato lo Statuto comunale in cui si stabilisce che è possibile chiedere un referendum. Per indire un referendum di "esclusiva competenza locale" è però necessario che ci sia un regolamento che definisca l'iter referendario, disciplini il procedimento e stabilisca l'ammissibilità. In 18 anni, dal 2001 al 2019, le amministrazioni comunali precedenti non hanno fatto il regolamento e non hanno mai nominato la commissione specificatamente prevista nello Statuto. Senza commissione e regolamento non possono essere fatti gli appositi moduli di raccolta firme e il segretario comunale non può vidimare le richieste. Se in 18 anni non sono riusciti a fare regolamento e commissione è chiaro che da qui a fine marzo è materialmente impossibile fare tutto l'iter. Quindi è inutile e chiaramente finalizzato a fare l'ennesima polemica sulla democrazia, che Gabriella Friso chieda un referendum per cui la minoranza ha già chiesto gli elenchi elettorali sapendo che non c'è la possibilità normativa di farlo».

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