E-commerce, il Tar blocca la liberalizzazione delle consegne a domicilio. Regione ricorre

Accolta dal Tar della Lombardia l'istanza dei sindacati che chiedevano l'immediata interruzione delle attività di e-commerce che le ordinanze di Regione Lombardia avevano nei fatti deregolamentato e reso libere in contrasto con i decreti del governo

Il Tar della Lombardia ha comunicato di aver accolto l'istanza con la quale nei giorni scorsi Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil hanno chiesto l'immediata interruzione delle attività di e-commerce che le ordinanze di Regione Lombardia avevano nei fatti deregolamentato e reso libere in contrasto con i decreti del governo con i quali si sono limitate una serie di attività produttive per contenere la diffusione del virus.

Lo rendono noto i sindacati in nota congiunta. Secondo il decreto del Tar "l'ordinanza avrebbe disatteso i propositi enunciati e ponendosi in contrasto con la normativa emergenziale ampliando, anziché restringere, le attività consentite, autorizzando il commercio al dettaglio di tutte le merci, a fronte del decreto del Governo che limitava il commercio solo a precisate categorie merceologiche ritenute essenziali o strategiche.

Accolta quindi la posizione dei sindacati che denunciavano come la misura regionale incidesse negativamente sul diritto alla salute dei lavoratori. Al punto 3 dell’art. 1 dell'ordinanza regionale si leggeva infatti della completa liberalizzazione delle consegne a domicilio, senza alcuna distinzione tra il recapito di suppellettili e la consegna di mascherine.

La paura dei sindacati è quella che i magazzini della logistica si possano trasformare in focolai di diffusione del virus, vanificando gli sforzi sanitari e i sacrifici a cui le comunità si stanno ancora piegando.

«Presenteremo ricorso»

«Regione continua a ritenere utile e necessario consentire la consegna a domicilio per dare la possibilità ai cittadini di superare alcune delle difficoltà emerse in questo periodo di restrizioni». Lo scrive in una Nota la Regione Lombardia annunciando «la presentazione di istanza di revoca del decreto del presidente del Tar con il quale è stata disposta la sospensione parziale dell'ordinanza n.528 del 11 aprile 2020 di Regione Lombardia nella parte in cui consente la consegna a domicilio da parte degli operatori commerciali al dettaglio».

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