Martedì, 22 Giugno 2021
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Ospedale: Michele Triggiani è il nuovo Primario di Cardiochirurgia di Lecco. È l'erede del dott. Gamba

Il 58enne dottore milanese ha lavorato a lungo con il Primario uscente: per quasi una decade hanno operato spalla a spalla, contribuendo a costruire un reparto di eccellenza a livello nazionale

Michele Triggiani BONACINA/LECCOTODAY

È un curriculum lungo e denso di esperienze quello del dottor Michele Triggiani, nuovo Primario di Cardiochirurgia dell'Ospedale "Manzoni" di Lecco. Nato a Milano il 25 aprile 1963, il 58enne torna a lavorare in città dopo la quasi decennale esperienza maturata tra 2009 e 2018 insieme al dottor Amando Gamba, che, dopo essere andato in pensione, gli lascia il testimone. Triggiani ha una laurea in Medicina e Chirurgia con lode conseguita a Milano nel 1988, dopodichè si è specializzato in Cardiochirurgia ed è divenuto Dottore di Ricerca (PhD) in Chirurgia Sperimentale e dei Trapianti.

Michele Triggiani Primario Lecco-2

Per quanto riguarda le esperienze lavorative, queste sono iniziate presso l'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano (dal 1988 al 1998, Direttore Prof. Ottavio Alfieri) e sono proseguite all'IRCCS Policlinico di Milano (dal 1998 al 2003, Direttore Prof. Adalberto Grossi. Direttore facente funzione dell'Unità di Cardiochirurgia nell'ultimo periodo), all'IRCCS Policlinico di San Donato (2004, Direttore Dottor A. Frigiola), all'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione Ospedali Riuniti di Bergamo (dal 2004 al 2009, Direttore Dottor Paolo Ferrazzi), all'ASST Lecco, Ospedale "A. Manzoni" (dal 2009 al 2018, Direttore Dottor Amando Gamba. Responsabile della UOS Tecniche Mini-invasive in Cardiochirurgia e sostituto del Direttore in sua assenza) e, di recente, all'ASL di Teramo (Direttore della UOC di Cardiochirurgia, dal 2018 a maggio 2021). Nel suo curriculum ci sono circa 2500 interventi cardiochirurgici come primo operatore, oltre a 121 pubblicazioni edite a stampa su riviste nazionali ed internazionali come autore e coadiutore.

Tre progetti sperimentali

«Il dr. Gamba è stato la colonna portante della Cardiochirurgia per tanti anni - lo saluta il Dg Paolo Favini -. Lui, bergamasco vero, ha portato la scuola bergamasca qui e ha creato ex novo un Reparto di grande eccellenza di cui Triggiani ha già fatto parte. Gamba è riuscito a eseguire un autotrapianto di cuore senza dire niente a nessuno, avrebbe avuto enorme eco a livello nazionale, ma a lui questo non è mai interessato. Devo ringraziare anche tutta una scuola del Dipartimento di Cardiochirurgia, un gruppo che crea un’eccellenza in senso generale, e il dr. Andrea Galanti che per otto mesi ha sostituito egregiamente il dr. Gamba. Triggiani conosce già la squadra e porterà delle novità interessanti».

Paolo Favini-4

Presente per il passaggio di consegne, il dr. Amando Gamba benedice l'arrivo del suo allievo: «L’ospedale ha i suoi meriti se qui è stata fatta scuola. È stato scelto uno di noi per proseguire il lavoro, non era scontato che il Dg puntasse sul primo della graduatoria uscita dal concorso, come accaduto di recente al sud Italia. Faccio tanti auguri a Michele, gli obiettivi sono ambiziosi». Aperto il 16 dicembre 2009, il reparto di Cardiochirurgia di Lecco è arrivato a toccare i 500 interventi in un solo anno.

Amando Gamba

Parola, quindi, al dr. Michele Triggiani, primo («di gran lunga») nel concorso per il Primariato: «Con il dott. Gamba l’amicizia è iniziata nel 2004 a Bergamo, poi ci siamo trasferiti insieme a Lecco dove abbiamo fondato la nuova Cardiochirurgia. Sento molto la responsabilità di questo incarico, c’è un livello di elevata qualità da mantenere. Sono sicuro che grazie alla forza del reparto cardiovascolare potremo fare grandi cose, il Reparto funziona perfettamente e io non devo fare niente di particolare, ma solo riprendere a condurre l’attività. La pandemia comincia ad abbandonarci, la campagna vaccinale è eccellente e spero di poter lavorare su pazienti elettivi, senza il condizionamento del Covid-19. In due giorni ho avuto un’accoglienza affettuosa, sono quasi commosso».

Michele Triggiani-2

Ci sarà spazio anche per tre progetti sperimentali, che vadano ad affiancare l'innovativo trattamento della dissecazione aortica, intervento che si fa solamente al "Manzoni". A esporli è lo stesso Triggiani: «Il primo riguarda la valvola mitralica con trans catetere grazie a una protesi (dispositivo Neocord, ndr) che evita completamente l’accesso tradizionale, difatti s’impianta a cuore battente e si evita l’arresto cardiaco. Siamo all’inizio di un percorso ed è un trattamento dedicato ai pazienti molto fragili, speriamo di poter arrivare a concludere un progetto innovativo. Poi, voglio concentrarmi sulla valvola mitralica transapicale e, infine, sulla patologia dell'arco aortico da trattare senza arresto di circolo. Dobbiamo adeguare la nostra forza di fuoco alla malattia che abbiamo di fronte».

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