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Alessandro Villa e Michele Pozzi

Alessandro Villa e Michele Pozzi

Si scrive calcio, si legge solidarietà: la storia di Alessandro Villa

La disabilità, Whatsapp Brianza, l'amicizia con Michele Pozzi, attuale numero dodici del Molteno, e il calcio come denominatore comune

Alessandro Villa è un ragazzo, anzi un giovane uomo che la vita l'ha avuta in salita sin dal primo momento: la sua disabilità, però, non l'ha mai frenato e, contro i pregiudizi e con l'impegno quotidiano, è riuscito a ritagliarsi il suo spazio nel calcio ma non solo.
Moltenese 33enne e volontario comunale, Kyle, questo il suo soprannome, ci ha voluto raccontare la sua amicizia con Michele Pozzi, dodicesimo del Molteno Calcio, del suo progetto WhastApp Brianza, di ciò che ha in cantiere per il futuro e di come tutto questo sia stato possibile "solo grazie alle mie forze".

E' con la sua creatura preferita, nata dai social network, che apriamo questa chiacchierata: "WhatsApp Brianza conta più di 250 iscritti: il primo giorno abbiamo avuto un boom di 40 accessi, la situazione poi si è assestata ma non smettiamo di crescere."
Ignoranza e disinformazione hanno caratterizzato la vita di Alessandro, che ha trasformato la rabbia in qualcosa di concreto, da condividere anche con chi gli sta intorno. Il gruppo Facebook fa da tramite per l'aggiunta sul noto servizio di chat istantanea, in cui è stato creato un ulteriore gruppo che "ha lo scopo di trovare un'alternativa a tutti quei gruppi, siti, chat, app, etc... che hanno fini a sfondo di lucro o comunque, creati per instaurare rapporti diversi da quello dell'amicizia sincera. Pertanto, questo gruppo è aperto solo a chi ha reale interesse nel costruire nuovi rapporti o conoscere gente che, da Facebook o da WhatsApp, desidera portare qualcosa nella vita reale."

La vita reale, dopo incazzature varie, ha finalmente ridato indietro qualcosa a Kyle, qualcosa che corrisponde al nome di Michele Pozzi, arrivato a Molteno nel novembre scorso per giocare con la squadra di Seconda Categoria. Il calcio, però, secondo l'esperienza di Alessandro è "ricco di situazioni poco piacevoli, i calciatori pensano più a darsi pedate e a litigare con i tifosi piuttosto che a trasmettere qualcosa attraverso lo sport che praticano."
E' da qui che comincia il racconto di quello che è il suo rapporto con il dodicesimo: "Michele è arrivato in una situazione per me difficile, in cui vedevo suoi colleghi arrivare e stare in squadra per una settimana. Io sto molto vicino ai portieri perchè lavorano in un gruppo ristretto e quindi posso conoscerli meglio. Non pensavo potessimo diventare amici dopo il primo approccio, ma un giorno gli chiesi di portarmi dal campo al pub del paese in quel momento è scattata la scintilla: ha iniziato a raccontarmi la storia della sua vita, di come abbia dentro di sè una parte che odia e di come abbiamo più cose in comune di quelle che pensavamo. Anche con i miei pianti gli ho insegnato che non c'è nulla da nascondere nella vita."

Cosa rende speciale il rapporto tra Kyle e Michele, 27enne che con il calcio di buon livello ha avuto a che fare? "Ci sono tante cose che conosciamo solo noi: tante persone non capiscono il valore di un abbraccio e ci dicono che sembriamo padre e figlio. La foto che ho messo sul mio profilo Facebook (e che apre questo articolo, ndr) ha ottenuto 100 likes: un numero che per tanti non vuol dire niente, ma per me è un risultato straordinario. E' un momento speciale, noi non siamo una coppia innamorata che ne vive tanti! Condividiamo molte altre cose: quando gioca, Michele porta nei calzettoni un mio bigliettino, mentre domenica prima della partita (persa 2-5 contro il Barzanò nella finale playoff per l'accesso alla Prima Categoria) è venuto a chiedermi un abbraccio. Quello che ci lega è anche il senso di protezione che ha nei miei confronti."
Il futuro calcistico, però, potrebbe separarsi: "Ha sempre fatto il dodicesimo da novembre a oggi, spero che decida di rimanere ma nemmeno io so se sarò ancora qui quando riprenderanno gli allenamenti."

Un tuffo nel passato, invece, è necessario per imparare a capire meglio la vita e ciò che spinge Alessandro a fare tutto questo: "Per 14 anni ho vissuto lontano dai normodotati, infatti sono stato sballottato in vari istituti della Nostra Famiglia fino al primo ciclo di superiori. Poi ho scelto di sdoganare la mia persona e la mia situazione, ho voluto star il più vicino possibile alle persone: ho avuto due lavori (in una tipografia per 8 mesi e presso una cooperativa, ndr), ma non mi sentivo a mio agio. Ho scelto così di diventare un volontario comunale e di dedicarmi al Molteno Calcio, cui presto i miei servizi: riempio le bottiglie d'acqua e stampo le classifiche, ma soprattutto voglio che il mio rapporto con gli altri sia alla pari. Questo è quello che mi lega a Michele."

Il futuro, oltre a WhatsApp Brianza, si chiama Hangon, un "lifestyle brand" dedicato a chi mette passione in ciò che fa: "C'è comunione d'intenti con loro, penso che a breve faremo qualcosa di bello", conclude Alessandro.

Un "in bocca al lupo" più che sincero, Kyle. Te lo meriti.

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