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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Costa Masnaga

Terrorizzavano i coetanei per rapinarli: smantellata baby gang della Brianza

I carabinieri hanno eseguito degli arresti anche a Costa Masnaga. Il pestaggio in 25 al parco, aggressioni, minacce tra i reati contestati

Una lunga serie di aggressioni e rapine interrotta dai militari. Prima, infatti, ecco la rapina, in strada, con un acciarino usato come arma per portare via trenta euro. Il giorno dopo, poi, la “replica”: in branco, hanno preso di mira un gruppo di coetanei di 15 anni e, all'interno di un parchetto, li hanno derisi e spaventati a suon di spintoni chiedendo alle vittime addirittura scarpe, indumenti e soldi. Da Villa Filippini, a Besana Brianza, la baby gang si è allontanata con una cassa acustica come bottino. Era il 17 dicembre 2020. Ma era soltanto l'inizio.

VIDEO | Pestaggi e minacce della baby gang al parchetto

Sono diversi gli episodi di pestaggio, rapina, atti intimidatori e ricerca indagati finiti agli atti di un'indagine avviata lo scorso anno dai carabinieri della stazione di Besana Brianza dopo la denuncia presentata da parte dei genitori di una dozzina di giovanissimi, vittime della baby gang. Come racconta MonzaToday.it, sono o tto i minorenni ora finiti ai domiciliari e dodici (uno solo risulta maggiorenne) gli indagati in totale.  Nella notte i militari dell'Arma tra Renate, Veduggio con Colzano e Costa Masnaga, nel Lecchese, hanno dato esecuzione alla misura cautelare di applicazione della permanenza domiciliare emessa dal GIP del Tribunale per i Minorenni di Milano nei confronti di otto minori italiani tra i 15 ei 16 anni ritenuti responsabili di rapina, lesioni personali aggravate e percosse.

La spedizione punitiva nel parco e le sotto

Dopo i primi due episodi la baby gang non si è fermata e il 18 dicembre, in pieno centro, a Besana, in Piazza Umberto I, i ragazzini hanno minacciato e colpito con schiaffi alla testa una delle vittime che, in quel momento, stava passeggiando in compagnia dell'anziano nonno.  Mentre qualcuno picchiava gli altri, circa una ventina, guardavano divertiti.  “Rissa, ora scatta la rissa, si danno le botte!”  qualcuno commentava.  Ma il divertimento presto è finito e sono sorti i primi sospetti sul fatto che qualcuno potesse essere rivolto alle forze dell'ordine e aver denunciato.  E così è scattato il blitz punitivo, prima a suon di music, sempre nel parco di Villa Filippini.  “Perchè avete fatto i nomi agli sbirri?”  hanno rivisto tra le domande.

E il giorno seguente, il 23 dicembre, il branco - tra cui una ragazza di 15 anni (non indagata) - si è anche presentato di nuovo al parco.  In venticinque hanno accerchiato le vittime, le hanno minacciate e aggredite verbalmente.  “Oh, vedi di non fare il mio nome perché, se no, ti entro in casa e ti spacco tutto, non sto scherzando!”  e poi pugni, schiaffi e calci.  Dopo la spedizione punitiva tre ragazzini per le numerose contusioni sono finite in ospedale con una settimana di prognosi.

La denuncia e le indagini

Le indagini erano iniziate dopo le denunce raccolte da 12 vittime, tutte 15enni. In seguito all’ultimo evento i genitori di tutte le vittime hanno sporto denuncia contro ignoti. Sono iniziati gli accertamenti dei carabinieri della stazione di Besana in Brianza che, dopo aver acquisito, visionato e analizzato ore e ore di immagini di svariati impianti di videosorveglianza, raccolto numerose prove testimoniali hanno raccolto gravi, ineludibili e concordanti indizi di colpevolezza nei confronti dei 12 giovani. Per gli 8 destinatari della misura cautelare anche l’obbligo di non allontanarsi dalle loro abitazioni, il divieto di utilizzare social network e di comunicazione mediante l’utilizzo di internet o apparecchi cellulari con persone diverse dai propri familiari. “Rubo tutto quello che mi piace tanto hanno i soldi" avrebbe detto, a giustificazione delle proprie azioni, uno dei giovanissimi coinvolti.

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