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Ballabio, il maltempo non rovina la Festa della Repubblica

Il sindaco Consonni in difesa della Costituzione: «Revisione che suscita inquietudini»

Neppure il maltempo ha rovinato la celebrazione del 2 giugno a Ballabio, presieduta dal sindaco Alessandra Consonni, alla presenza del suo omologo di Brugherio, Antonio Marco Troiano. I due primi cittadini si sono retti a vicenda l'ombrello durante i reciproci interventi.

Presente, come sempre, la folta delegazione partita da Brugherio, città natia del partigiano Confalonieri caduto in paese nell'attacco alla caserma della Guardia nazionale repubblicana: per consolidata usanza, infatti, a Ballabio con la festa della Repubblica si celebra anche il 25 aprile. Intorno alle 10,30 si è snodato dalla Villa Municipale il corteo, con i gonfaloni dei due Comuni, che ha raggiunto il monumento ai caduti e la stele a Confalonieri, dove sono state deposte le corone d'alloro. La cerimonia è stata accompagnata dal coro I vous de la Valgranda e dal Corpo musicale Risveglio. Presenti il parroco don Giambattista Milani, Polizia Locale di entrambi i Comuni in alta uniforme, Protezione civile, rappresentative delle associazioni locali. Nel suo discorso, Alessandra Consonni ha toccato temi di particolare attualità.

«Ringrazio - ha detto il sindaco di Ballabio - i cittadini che, qui, con la loro presenza, hanno inteso testimoniare la forza del legame ideale che li unisce alle fondamenta dello Stato. Il momento del 2 giugno acquista particolare importanza, quest'anno. Per due motivi. Il primo, perchè celebriamo il 70° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, nella ricorrenza del referendum istituzionale del 1946, che vide prevalere, anche se non di molto, i voti dei favorevoli alla repubblica contro quelli dei sostenitori della monarchia. Il secondo motivo è che, oggi, la carta che racchiude le fondamenta dell'edificio repubblicano, sorto dalle rovine della seconda guerra mondiale, è oggetto di una revisione che suscita inquietudini in quanti temono una ulteriore preclusione degli spazi decisionali dei cittadini, e quindi un sostanziale ridimensionamento della libertà, libertà negli ultimi anni già messa a dura prova da una montante demagogia politica, dal crescente condizionamento dei gruppi economici nazionali e sovranazionali, dalla soffocante riduzione dell'autonomia d'azione degli enti locali».

Quindi il ricordo del giovane Confalonieri. «Vorrei concludere,come è costume del 2 giugno in questo paese, con un ricordo del giovane partigiano caduto a Ballabio, Ambrogio Confalonieri, e di quanti altri persero la vita in quei giorni, sul nostro territorio come su tutti i fronti di guerra. Furono momenti di morte, ma anche di slancio generoso, con tante giovani vite offerte per la salvezza dell'Italia. Avverto un certo imbarazzo a rievocare gesta coraggiose quando le cronache di questi giorni raccontano di persone che assistono al massacro di una ragazza e tirano dritto per paura di farsi coinvolgere. Ebbene, noi che siamo qui oggi continuiamo a sentirci coinvolti, perchè è questa l'eredità che ci è stata consegnata da chi non ha esitato un attimo ad offrire la propria vita per noi. Anche per questo - ha concluso Alessandra Consonni -, ci sentiamo di affermare ancora e per sempre, con la nostra presenza e la nostra voce: viva la nostra terra, viva la nostra Patria».

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