Cronaca Via Eremo

Lecco, tremila interventi di cardiochirugia al Manzoni fra il 2009 e il 2015

La struttura è punto di eccellenza dell'ospedale: dopo un intervento il tasso di mortalità è sette volte inferiore alla media

Duemilacinquecento casi trattati in 5 anni di attività, con quasi 3mila interventi chirurgici: sono questi i numeri della Cardiochirurgia dell’ospedale Manzoni di Lecco, inaugurata nel dicembre 2009, al bilancio del suo primo lustro.

«In sala operatoria – spiega Armando Gamba, Direttore della struttura di Cardiochirurgia e del Dipartimento cardiovascolare  – sono trattate tutte le patologie cardiache, acquisite o congenite rare, dalla più semplice alla più complessa». 

Stando ai dati raccolti in questi cinque anni, inoltre, emerge che il 48,7% delle patologie che hanno impegnato i cardiochirurghi lecchesi ha riguardato le coronarie, mentre il 25,6% ha interessato le valvole cardiache. Nell’11,4% dei casi, poi, si è trattato di valvulopatie associate a problematiche coronariche. I dati segnalano anche dettagliatamente le tipologie di intervento: dei 1800 interventi maggiori, poco meno del 50% sono stati di bypass aorto-coronarico, mentre quasi il 33% sono stati di sostituzione valvolare. 

«La nostra équipe – sottolinea il Primario del Manzoni – è in grado di operare anche i casi più complessi e nessun paziente è stato mai rifiutato perché presentava patologie considerate troppo complesse per le nostre possibilità tecnico-organizzative». Pazienti che arrivano, per giunta, anche da fuori provincia, per farsi operare al Manzoni: il 63% è infatti residente a Lecco e in provincia, il 13,5% dalle aree della Valtellina, il 13% dal meratese, il 5,1% dal territorio bergamasco . Da segnalare , poi, che il 5,2 % proviene da altre province e da aree extra-lombarde. 

Numeri di successo che culminano con un dato davvero incoraggiante, a nuova prova dell’eccellenza dell’équipe di via dell’Eremo: dal 2010 al giugno 2015, la mortalità a 30 giorni dal ricovero (indicatore utilizzato dall’Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) è risultata pari all’1,8% (in gran parte si è trattato di malati over 80), un valore estremamente basso rispetto a quanto riportato dalla letteratura scientifica a livello internazionale, che si attesta all’8%. 

I malati su cui i cardiochirurghi lecchesi sono intervenuti, inoltre, hanno un’età che va dai 12 ai 94 anni (la media è di 71,4 anni): sono poco più del 40% quelli compresi tra i 70 e i 79 anni di età, mentre fra i 60 e i 69 sono invece il 26%. Corposa anche la percentuale dei pazienti ultraottantenni, pari al 13,5%, mentre solo lo 0,5% , dei pazienti totali è composto da giovani sotto i 19 anni. La stragrande maggioranza dei pazienti, inoltre, è di sesso maschile (71,2%).

Un dato importante riguarda anche le tipologie di interventi dal punto di vista della gravità: il 53,8% dei pazienti è operato in urgenza, mentre il 42,5% in elezione, cioè con interventi programmati. Il 3,7% è invece la percentuale dei pazienti operati in emergenza,  arrivati in ospedale con il 118.

«Tutti i risultati ottenuti – aggiunge Armando Gamba – ci rendono orgogliosi del lavoro che, quotidianamente, affrontiamo nelle nostre Strutture e nelle nostre sale operatorie. Significativa, in questi casi, è anche la collaborazione tra tutte le unità medico-infermieristiche del Dipartimento cardiovascolare».

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