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Civate, identificati i rapinatori della Deutsche Bank

Si tratta di Antonio Baio e Floriano Cazzaniga, entrambi pregiudicati per rapina e reati contro il patrimonio

Nella tarda mattinata di oggi i carabinieri della compagnia di Lecco e del nucleo investigativo del Comando provinciale hanno arrestato in flagranza di reato 2 persone responsabili pochi minuti prima di una rapina presso la Deutsche Bank di Civate, via Manzoni. In seguito agli arresti, è emerso che le persone tratte in arresto sono Cazzaniga Floriano, 49enne nato e residente Desio (MB) e Baio Antonio, 46enne nato a Fragagnano (TA) e residente a Sesto San Giovanni (MI), attualmente già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

Questa la ricostruzione fatta dai carabinieri: Eeano da poco passate le 12.40, quando sul centralino del comando provinciale è giunta una chiamata da un cittadino, che segnalava all’operatore la presenza di due persone sospette all’interno della banca. Immediatamente è scattato quindi l’allerta alle pattuglie della compagnia di Lecco e della stazione di Valmadrera, nonchè l’attivazione del personale in borghese del nucleo operativo della compagnia di Lecco e del Nucleo investigativo provinciale.

Arrivati quindi con numerosi equipaggi sul posto, dove nel frattempo sono giunte anche delle pattuglie della polizia di Stato, i carabinieri hanno preso contatto con il testimone, verificando che non vi fossero complici all’esterno ed acclarando quindi che nessuno aveva ancora lasciato la filiale dell’istituto di credito. I militari intervenuti hanno pertanto proceduto a circondare l’area e a isolare gli accessi alla filiale, in attesa di poter intervenire garantendo la massima sicurezza per tutte le persone presenti nell’istituto. 

I carabinieri si erano appena posizionati quando hanno notato del movimento dietro la vetrata. Pochi secondi e la porta della banca si è aperta, con i due malviventi che hanno imboccato l’uscita. Fulmineo l’intervento dei militari, che sono balzati sui rapinatori, bloccandoli e disarmandoli. Uno dei due era armato di uno “spadino” costruito artigianalmente, mentre l’altro aveva in mano una pistola, solo successivamente risultata essere una fedele riproduzione della Beretta mod. 92, priva di tappo rosso. Una volta immobilizzati i rapinatori, i carabinieri hanno quindi fatto ingresso nella banca, dove hanno trovato impiegati e clienti rinchiusi in un ufficio, con le mani legate mediante delle fascette di plastica. Dalla sintetica ricostruzione dei fatti emerge quindi che i rapinatori, raggiunta la filiale, sono entrati travisati con delle maschere in gomma e, sotto la minaccia dell’arma, si sono fatti consegnare il denaro immediatamente disponibile. Subito dopo, allarmati anche da una telefonata di controllo effettuata dai carabinieri della centrale operativa di Lecco, provvedevano a rinchiudere le persone presenti in un ufficio e uscivano dalla filiale, dove sono stati bloccati dai militari. 

L’intera refurtiva, costituita dalla somma contante di 2400 euro e da banconote estere per circa 1700 euro, è stata subito recuperata e restituita alla proprieta’. Poco distante dalla banca i carabinieri hanno rinvenuto anche l’auto usata dai rapinatori per raggiungere l’obiettivo, con la quale sarebbero poi fuggiti: si tratta di una Lancia Musa rubata ieri a Torino, il cui furto è stato denunciato presso il commissariato di Torino-San Donato. 

I due pregiudicati, accusati di rapina aggravata e sequestro di persona, sono stati rinchiusi presso il carcere di Lecco, a disposizione del sostituto procuratore della repubblica, dott. Preteroti.

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