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Il magnete inserito nel sistema del cambio

Il magnete inserito nel sistema del cambio

Cronotachigrafo manomesso, nei guai un camionista a Beverate

Utilizzava un magnete per falsare i dati del dispositivo che registra le ore di viaggio e di riposo

Nei guai per aver manomesso il cronotachigrafo del suo camion: è successo a Beverate, frazione di Brivio, nel pomeriggio di ieri 5 febbraio.

Durante un pattugliamento, agenti della polizia stradale hanno fermato l'autotrasportatore, dipendente di un'azienda in provincia di Monza e Brianza, e nel corso del controllo gli hanno richiesto le stampe del cronotachigrafo digitale, strumento che registra le ore di viaggio e di sosta dell'automezzo.

Controllando le stampe, i poliziotti hanno appurato che il camion risultava fermo già da alcune ore, e hanno interrogato il conducente in merito: l'uomo, dopo una iniziale reticenza, ha ammesso di aver manomesso il dispositivo.

Con una verifica approfondita del mezzo, gli agenti hanno quindi trovato, fissato agli organi differenziali e del cambio, un magnete di 3 centimetri e mezzo avvolto nella stoffa, posizionato lì allo scopo di falsare le registrazioni del cronotachigrafo digitale. Il magnete, infatti, annullava completamente la memorizzazione dei tempi di guida, di riposo e di velocità di marcia, ma, una volta rimosso, il dispositivo è tornato completamente in funzione.

Il magnete rinvenuto è stato posto sotto sequestro, mentre l'autotrasportatore è stato sanzionato ai sensi dell'articolo 179 del codice della strada, che prevede una molta in denaro, e gli è stata ritirata la patente di guida.

«L’astuzia del sistema di manomissione – ha commentato il comandante della Polstrada, il vicequestore aggiunto Mariella Russo – sta nell’estrema praticità di essere rimosso in qualunque momento e di posizionarlo nel momento in cui solitamente l’autista ha esaurito il periodo di guida giornaliero, il tutto senza richiedere alcun ulteriore collegamento elettrico; il solo posizionamento del dispositivo calamita consente di azzerare completamente i valori di registrazione della velocità, facendo apparire il veicolo fermo, nonostante in movimento, eludendo così i controlli della Polizia Stradale in termini di rispetto delle ore di guida e pause»

«È bene ricordare – ha aggiunto Russo – che l’applicazione di congegni ed escamotage, finalizzata alla paralisi del sistema di registrazione sia analogica che digitale  al fine di eludere un reale controllo, può compromette seriamente, diminuendola, l’efficienza di tutti i sistemi di bordo. Il sensore collocato nella scatola del cambio, infatti, invia all’elettronica del mezzo informazioni non solo dirette all’apparecchiatura cronotachigrafo ma anche a tutti gli altri dispositivi compreso quello frenante. L’attenzione della Polstrada è sempre alta verso simili violazioni, poiché il mancato rispetto delle prescritte pause, compromettendo seriamente lo stato psicofisico dei conducenti, costituisce un serio pericolo per la sicurezza della circolazione, vista, peraltro, l’elevata massa dei veicoli».

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