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Giovedì, 25 Aprile 2024
Cronaca

Lavoro in nero tra bar e pizzerie: beccate due attività alle porte del Lecchese

Le indagini della Guardia di Finanza sono arrivate a Inverigo e Pusiano, comuni comaschi posti al confine con la provincia di Lecco

Nuovo giro di vite contro il lavoro irregolare alle porte del Lecchese. Prosegue incessante l'impegno della Guardia di Finanza volto alla tutela della collettività e della legalità economico-finanziaria, oltre che alla prevenzione e alla repressione delle violazioni in materia di "lavoro sommerso". Nel corso di controlli, i Finanzieri della Compagnia di Erba hanno scoperto, presso tre pizzerie rintracciabili nei comuni di Cantù e Inverigo (Como), tra i 14 lavoratori trovati intenti a prestare la loro opera, 3 lavoratori in nero e 2 irregolari impiegati con mansioni di barista e rider per le consegne a domicilio. Non è finita qua: all'interno di un bar di Pusiano, tra i 2 lavoratori trovati intenti a prestare la loro opera, un addetto alle mansioni di barista è risultato essere non contrattualizzato.

Fino a 50mila euro

Le irregolarità costano caro: sono state elevate sanzioni che, se sanate entro 120 giorni dalla contestazione, ammontano ad 8.100 euro; in caso contrario potranno raggiungere la somma massima di 48.500 euro. Essendo stata superata, in tre dei suddetti casi, la soglia del 10% dei lavoratori in nero sugli impiegati presenti, è stata inviata all'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Como-Lecco apposita segnalazione per procedere alla sospensione dell'attività nei confronti degli esercenti.

“Arginiamo l'illegalità”

L'attività delle Fiamme gialle s'inquadra, in particolare, “in due dei numerosi obiettivi perseguiti dal Corpo: da un lato arginare la diffusione dell'illegalità e dell'abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nella piena e completa osservanza della legge, dall'altro tutelare proprio la parte più debole del rapporto di lavoro, i lavoratori dipendenti. Questi ultimi, infatti, lavorando in "nero" o in maniera irregolare, non vedono riconosciuta alcuna copertura previdenziale e assicurativa, con gravissime conseguenze sia sulle legittime aspettative di maturazione dei requisiti pensionistici, sia sulle garanzie in tema di infortuni sul lavoro”.

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