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Lecco, al Parini non una rissa ma l'agguato a un ragazzino che aveva difeso un compagno

Prima le minacce, poi il pestaggio: il quindicenne è finito in ospedale con la mandibola rotta

Non una "semplice" litigata fra adolescenti degenerata in rissa, ma una vera e propria spedizione punitiva all'origine dell'episodio di violenza che si è verificato sabato 17 ottobre davanti all'istituto Parini.

A pochi giorni dal fatto, che ha visto un 15enne finire all'ospedale di Como con la mandibola fratturata, emergono maggiori dettagli sull'accaduto: non si è trattato di una banale lite fra due contendenti per un deodorante, come inizialmente ricostruito. Il deodorante c'entrava, sì, ma le parti sono invertite, e il "ladro" aveva in realtà cercato di difendere un compagno.

La storia è cominciata venerdì, con alcuni 17enni che si appropriano della famigerata bomboletta: il 15enne libanese cerca di riprenderla e aiutare il coetaneo italiano a cui è stata rubata, ma niente da fare: i più grandi, anche loro di origine straniera, se la passano di mano in mano finché il giovane non si rassegna. 

La cosa sul momento sembra finire lì, ma il peggio deve ancora arrivare. Sabato, durante l'intervallo, lo studente viene minacciato sotto gli occhi di una docente dai compagni più grandi, che al termine delle lezioni gli tendono quello che si può definire un agguato: il 15enne si trova davanti una decina di ragazzi, alcuni provenienti anche da altre scuole, che lo circondano e lo separano dal resto dei compagni, lo spingono contro il muro e iniziano a colpirlo. Pugni all'addome, alla schiena, con il giovanissimo che cerca di difendersi come può mentre qualcuno, per fortuna, si accorge di ciò che sta accadendo e chiama il preside.

Il dirigente scolastico arriva rapidamente e riesce a sedare la situazione, ma nel frattempo uno degli aggressori assesta un pugno in faccia al quindicenne, fratturandogli la mandibola. Sul posto intervengono anche ambulanza e polizia, e il giovanissimo viene trasportato all'ospedale di Como: fra mercoledì e gioved' sarà operato, e i medici gli hanno fatto sapere che ne avrà per oltre 40 giorni.

Nel frattempo la famiglia del ragazzino ha sporto denuncia e spera che la giustizia faccia il suo corso. Il 15enne, invece, ci ha tenuto a raccontare come sono andate le cose realmente. «Non ci tenevo né alla pubblicazione, né a fare il precisino - ha detto a LeccoToday - ma non voglio passare per il ladro che le ha prese contro una sola persona, quando io sono colui che ha chiesto la restituzione dell'oggetto rubato e sono stato circondato, da solo, da una massa di persone».

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