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La testimonianza / Brianza / Via Lanfritto-Maggioni

Cernusco, a spasso col cane tra spacciatori e mutande sporche: "Situazione invivibile"

Il racconto di una nostra lettrice, tra degrado e una situazione di grande pericolosità

Quello che ci racconta la nostra lettrice non è un episodio sporadico, ma qualcosa che a Cernusco Lombardone, nella zona del Campo Sportivo di via Lanfritto Maggioni e della stazione, succede quotidianamente. Una situazione incresciosa nel cuore della Brianza lecchese, vicino a tanti centri nevralgici di Monzese e Milanese. “Sono mesi, almeno quattro, che, insieme ad altre persone che abitualmente portano il loro cane a fare una passeggiata da queste parti, abbiamo notato (e segnalato) un giro "strano" di persone. Ho anche avvisato i carabinieri, ma al momento, che io sappia, non è stato fatto nulla. Tutto è cominciato un giorno quando, con un'amica insieme ai nostri cani abbiamo notato un uomo che sul sentiero solo ciclabile e pedonale ha cominciato a fissarci insistentemente e a seguirci. Ci siamo subito dirette verso la gente che era al campo sportivo a guardare una partita di calcio di alcuni ragazzini. La stessa persona molte altre volte mi ha fissata, osservata e seguita. In una di queste occasioni ero al telefono con mio padre che mi ha detto di agganciare e chiamare subito i carabinieri di Merate e così ho fatto ma la risposta che ho ricevuto mi ha lasciata di sasso: "Si faccia accompagnare da un uomo la prossima volta"”. 

spaccio cernusco 13 luglio 20220-2

“Non è accaduto nulla di fisico in questi primi episodi - continua la nostra lettrice e testimone -, ma comunque reputo che si tratti di una molestia quella di essere fissata e seguita, anche se in silenzio. Da allora ho prestato sempre molta attenzione a quello che accadeva e mi è anche capitato di vedere la stessa persona che mi aveva seguita dormire sulla riva della roggia, che in alcuni punti si accosta al sentiero del centro sportivo. Un'altra volta sopra un tombino un pò nascosto vi era un piatto bianco con una bustina e uno zainetto: non so cosa contenesse, ma a guardarlo non mi sembrava nulla di legale. Tutto è andato avanti così per mesi, fino ad oggi. La sola differenza è che queste persone - sono in due, a volte tre - hanno smesso di fissarmi e di seguirmi, limitandosi presumibilmente a svolgere i loro affari in un punto dove non sono raggiungibili da macchine e da dove possono facilmente scappare”.

“Non sappiamo più cosa fare”

“Diciamo che hanno "accettato" la presenza di chi va a portare il cane a fare una passeggiata. Hanno smesso di fissarmi e di seguirmi, ma, secondo quanto ho potuto osservare, mettono sempre un "palo" a metà o inizio del percorso pedonale, pronto ad avvisare in caso dell'arrivo di forze dell'ordine. Per finire ci è anche capitato, mentre portavamo i cani a spasso, di trovare feci umane - sempre nei punti frequentati da queste persone - e anche mutande sporche. Non posso accettare che questa venga ritenuta la normalità. Parliamo di un paese civile e di una zona che vede la frequentazione di bambini per via del campo sportivo, di uomini e donne che fanno jogging o, come noi, portano in giro il cane. Ho chiamato chi di dovere e spiegato tutto. Noi non sappiamo piu' cosa fare”.

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