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E' richiesta da Arrigoni una nuova interrogazione una nuova interrogazione sulla crisi aziendale delle Trafile del Lario

E' richiesta da Arrigoni una nuova interrogazione una nuova interrogazione sulla crisi aziendale delle Trafile del Lario

Trafilerie ex Brambilla, Arrigoni chiede interrogazione ai ministri Poletti e Guidi

Sulla difficile situazione delle Trafilerie ex Brambilla, Arrigoni (LN) interpella nuovamente il ministro del lavoro e quello per lo sviluppo economico: “Immorale mettere i lavoratori uno contro l’altro!”

Nella giornata di venerdì 6 giugno, il senatore Paolo Arrigoni (dopo quella del 9 aprile) ha presentato al ministro del lavoro Giuliano Poletti e alla collega dello sviluppo economico Federica Guidi una nuova interrogazione sulla crisi aziendale delle Trafile del Lario (già Trafilerie Brambilla) di Calolziocorte per tener alta l’attenzione sulle problematiche occupazionali, che negli ultimi giorni hanno registrato preoccupanti sviluppi.
 
Il senatore leghista, dopo aver ricordato ai ministri le tappe del tracollo della storica azienda, è entrato nel cuore della questione: “La società Celik Halat ve Tel Sanayii A.S. (gruppo Dogan, quotato alla Borsa di Istanbul) - che tramite Confindustria Bergamo aveva presentato un’offerta di acquisto - ha abbandonato le trattative sindacali”. Il piano industriale prevede il rilancio dell’azienda a condizione di un abbattimento del costo del lavoro del 30%. Come? “I 75 dipendenti sono stati messi l’uno contro – ha evidenziato Arrigoni ai ministri -  In un tentativo scorretto di rompere la solidarietà tra colleghi, la società entrante ha inviato solo a 52 lavoratori una lettera con le condizioni per restare (stipendio ridotto di un terzo, azzeramento di ogni trattamento retributivo individuale o collettivo acquisito negli anni)”. 

“52 lavoratori sono costretti a “prendere o lasciare”, pena la perdita del posto di lavoro e il conseguente spettro della disoccupazione. Agli altri 23, anch’essi padri di famiglia, è prospettato il licenziamento. Così vengono disattesi gli impegni della società cedente, di proprietà della famiglia dell’ex ministro Brambilla, in merito al mantenimento totale dei livelli occupazionali”, ha proseguito Arrigoni che ha chiesto ai ministri interrogati di “aprire con urgenza un tavolo di concertazione, con la partecipazione della società cedente, di quella entrante, dei sindacati e della Regione Lombardia, per una soluzione della crisi”. 

Il tutto in attesa dell’udienza del 17 giugno a seguito dell’esposto dei sindacati per trattativa antisindacale da parte dell’azienda turca.

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