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Gli unici in treno con il biglietto, la denuncia di due giovani brianzoli

I due trentenni monzesi, saliti sul "Besanino", si accorgono che nessuno dei passeggeri è in regola

Gli unici due, o quasi, ad avere il biglietto del treno per la tratta Lecco-Monza: è questa la storia che una coppia brianzola ha raccontato in una lettera pubblicata da Il Cittadino, avvenuta sul "Besanino" la scorsa domenica 12 luglio.

Questa la vicenda: Simone e Claudia, trentenni monzesi, nel tardo pomeriggio di domenica, dopo una giornata al lago, salgono sul treno della linea S7 delle 19.07. Il treno parte puntuale e, man mano che il viaggio prosegue, si accorgono che sono in molti, forse in troppi, a non avere un regolare titolo di viaggio.

«Appena partiti, seduti in prima carrozza, notiamo il capotreno fare parole con un paio di ragazzi seduti più avanti rispetto a noi, pieni di bottiglie di birra - scrive Simone -  È evidente che il problema siano i biglietti, loro non ce l’hanno. Nel frattempo si siede a fianco noi una coppia di ragazzette strafottenti, visibilmente minorenni (e italiane, sottolineo), che tanto per cominciare mettono le scarpe sui sedili di fronte e si “allungano” per bene. Anche loro notano la presenza del controllore: si guardano, si rialzano, cambiano carrozza andando più indietro cercando di evitare il controllo».

Questi sono i primi episodi, ma, da Lecco a Monza, non saranno gli unici: la coppia assiste a "scenette" di ragazzini saliti senza biglietto che, ridendo, promettono al capotreno di scendere alla fermata successiva (che, guarda caso, è quella cui devono realmente scendere), o minorenni stranieri accompagnati da adulti che negano di avere il titolo di viaggio e di avere anche il denaro per acquistarlo, con il controllore che non risponde e si limita ad andarsene. E quando Claudia, incinta, si sente poco bene e ha bisogno della toilette, al controllore tocca sbloccare con le proprie chiavi la porta chiusa, per trovarvi dentro un ragazzino, che viaggiava nascosto perché senza biglietto.

«Non so se il controllore non può far nulla ai minorenni o semplicemente “lascia correre” o ancora, viste le ultime pessime notizie di cronaca, preferisce evitare discussioni pesanti per non esporsi troppo (come negarlo!) - scrive Simone - ma da futuro padre di famiglia vi chiedo, davvero, di valutare un aumento del personale viaggiante, di dotare i treni di una coppia di Poliziotti, di far sì che la Polfer faccia passare la voglia a questi personaggi, italiani e non, di truffare il sistema e di fare ciò che vogliono quando vogliono. Perché alla base del “non ci sono soldi per questo e per quello” è evidente che ci sono questi “fenomeni dell’anticonformismo” che non dovrebbero esistere: un mancato introito economico causato dalla mancanza di biglietti causa a catena la mancanza di personale e di forza pubblica, quindi una mancanza di sicurezza e aumento della preoccupazione e del malumore di chi viaggia con tutte le carte in regola e vuole solo sicurezza e serenità».

Leggi la lettera integrale su Il Cittadino

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