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A Vassena la carcassa di un capriolo viene smaltita nel lago: proteste dai cittadini, il presidente Simonetti apre una verifica in Provincia

Per due giorni i bagnanti di Vassena hanno dovuto convivere con un capriolo morto sulla spiaggia, che gli agenti della Polizia provinciale hanno poi affondato nel lago a 150 metri dalla riva.

Chiunque sia passato per la spiaggia "la Carà" di Vassena, tra martedì 5 e il pomeriggio di mercoledì 6 agosto, avrà notato la carcassa di capriolo che giaceva in mezzo all'erba. A ritrovarlo nel lago, la mattina di martedì, alcuni residenti, che hanno contattato immediatamente il Comune di Oliveto Lario per chiederne la rimozione.


Inizialmente il capriolo è stato portato a riva, ma a causa di intoppi burocratici e "rimbalzi" tra i diversi enti, bagnanti e residenti hanno dovuto convivere due giorni con il corpo del povero animale, ormai in putrefazione, e i conseguenti nugoli di mosche e cattivo odore emanato dalla carcassa.


Nel pomeriggio di mercoledì, la scioccante rimozione: agenti della Polizia provinciale hanno prelevato il capriolo e, dopo aver legato dei sassi alle zampe dell'animale, l'hanno caricato su una barca per poi affondarlo nel lago a circa 150 metri dalla riva, il tutto sotto gli occhi inorriditi dei bagnanti; vedendo che il corpo restava a galla, forse  gonfio dei gas della putrefazione, l'hanno colpito con altri sassi.


Le segnalazioni e le proteste al sindaco di Oliveto, Bruno Polti, sono state inevitabili, anche perché il punto in cui è stato affondato l'animale è lo stesso luogo in cui viene pompata acqua per alcuni comuni della zona. Il sindaco ha contattato la Provincia per avere chiarimenti a proposito della tecnica di smaltimento, che in questi casi dovrebbe essere la cremazione, e il presidente vicario della Provincia, Stefano Simonetti, giovedì mattina ha aperto una procedura di verifica interna, per valutare se ci siano state negligenze da parte degli agenti della Polizia provinciale che hanno effettuato l'operazione. La legge, in queste situazioni, prevede che l'animale sia portato al forno inceneritore oppure smaltito in natura.

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