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Export, Lecco resiste: fra le poche province lombarde a crescere

Segno positivo, 4,2%, nei primi nove mesi del 2019, in leggero calo rispetto all'incremento segnato un anno fa (4,7%). Riva: «Rischi dazi Usa, Brexit e franata tedesca»

Nei primi nove mesi del 2019 in Lombardia l'export dei comparti a maggiore concentrazione di micro e piccola impresa cresce dell'1,8% rispetto allo stesso periodo del 2018. La dinamica è più intensa della crescita rispetto alle esportazioni manifatturiere considerate nel loro complesso, che segnano un lieve calo dello 0,2% nello stesso periodo di tempo, mentre risulta inferiore alla performance del made in Lombardia di Mpi registrata nei primi 9 mesi del 2018 pari al +3,5%.

Le esportazioni per settore

In chiave settoriale le esportazioni dei settori Mpi sono sostenute dal +7,1% del legno e prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili), articoli in paglia e materiali da intreccio, dal 7,1% dei prodotti delle altre industrie manifatturiere, dal 5,9% di articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili, dal 5,4% dei prodotti alimentari e dal 4,9% degli articoli di abbigliamento (anche in pelle e pelliccia). Contenuta flessione per i mobili con il -0,7%, più intensa per i prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature con il -4,3% e per i prodotti tessili con il -1,2%.

Nell'analisi provinciale realizzata dall'Osservatorio Mpi Confartigianato Lombardia, fra i territori che fanno comunque registrare il segno più, ma in peggioramento rispetto al 2018, Lecco con il +4,2% (era il 4,7% nei primi 9 mesi del 2018). Altre province nella nostra stessa situazione sono Bergamo, Sondrio e Lodi. Dinamica negativa e in peggioramento per Varese, Como, Brescia, Monza e Brianza e Mantova. Bene solo Milano, Pavia e Cremona.

«Sulle nostre aziende gravano alcuni fattori di incertezza»

«In questo avvio di 2020 - commenta il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva - sulle nostre aziende gravano alcuni fattori di incertezza che influenzano negativamente il commercio estero. In primis i dazi americani che potrebbero vedere coinvolto soprattutto il settore della produzione agroalimentare. Il 31 gennaio, salvo ulteriori colpi di scena, scatterà la Brexit e queste settimane sono decisive per la definizione di un accordo di commercio in grado di attenuare gli effetti sugli scambi commerciali dell'uscita del Regno Unito dall'Ue. Infine, la frenata tedesca sta determinando sensibili effetti sulla domanda made in Lombardia e made in Lecco con flessioni dell'export che rappresentano un campanello d'allarme. La nostra provincia da gennaio a settembre 2019 ha esportato per il settore manifatturiero 3.277 milioni di euro con una variazione tendenziale pari a -2,9%. Per quanto riguarda le divisioni ad alta concentrazione di Mpi abbiamo esportato 1.130 milioni di euro con una variazione del 4,2% sullo stesso periodo del 2018, ma ricordiamo che il valore era del 4,7% se si rapporta 2018 con 2017. Una flessione che deve farci riflettere sull’andamento globale della nostra economia».

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