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Janos Hasur

Janos Hasur

Violinista mandellese sul palco con Moni Ovadia

Janos Hasur, strumentista ungherese da 19 anni residente sul lago, sarà protagonista a Milano dello spettacolo "Il violinista sul tetto"

Per oltre dodici anni ha accompagnato con lo strumento avuto per la prima volta tra le mani dall'età di quattro, l'inseparabile violino, l'attore, regista, scrittore Moni Ovadia. In scena da venerdi 22 febbraio al 3 marzo al Teatro Nuovo di Milano con il musical “Il violinista sul tetto” con un nutrito cast di cui fa parte nei panni di un rabbino, il mandellese d'adozione Janos Hasur.

Lo strumentista ungherese di Budapest, domiciliato sul lago da 19 anni, ha suonato negli spettacoli teatrali di Ovadia, fino ad arrivare ad una scelta personale artistica da solista. Le doti e la professionalità con cui Janos Hasur fa vivere il violino non sono state dimenticate dall'amico e collega di palcoscenico Moni, che lo ha rivoluto nella riproposizione di questo lavoro, andato in scena nel capoluogo lombardo nel 2003. Grande il success di quell'anno che verrà bissato nelle rappresentazioni targate 2019, con la regia di Ovadia e le traduzioni in lingua yiddish di Marisa Romano.

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Sul palco del Nuovo nella milanese piazza San Babila, all'attenzione degli spettatori la versione italiana dall'originale “Fiddler on the roof” liberamente tratto dal racconto “Tevye il lattivendolo” di Sholem Aleichem. Dal sito “Dance Hall News “ alcune note del regista sul lavoro teatrale in  cartellone.

“Nella fattispecie di un musical questo piccolo coro di musicisti attori intreccerà il proprio movimento scenico in forma di improvvisate danzette con la professionalità del corpo di ballo. Dando vita a forme coreutiche grottesche e paradossali tutte al servizio di uno degli eventi spettacolo più significative della metà del 900.”

Dopo questa parentesi teatrale smessi i panni del rabbino, Janos Hasur, riabbraccerà il percorso personale con gli spettacoli da lui gestiti e curati. “In fuga con Bach”, “Gulasch concerto” un perfetto binomio tra cucina e musica, per serate con al centro il piatto ungherese cucinato dallo stesso musicista. A seguire il concerto di violino. Alternando pezzi dell'est Europa, Ungherese. Transilvana, Rumena, Bulgara e Klezmer.

Nell'offerta artistica, inoltre, i momenti dedicati alla Giornata della Memoria con musiche ideate per questa importante momento legate al ricordo e celebrate con il suo inseparabile strumento musicale veicolo di intense e forti emozioni. (Si ringrazie Alberto Bottani per la collaborazione. Sotto, due immagini di Moni Ovadia a Mandello alcuni anni fa).

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