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Marco Ghezzi di fronte al monumento dei caduti di Calolziocorte.

Marco Ghezzi di fronte al monumento dei caduti di Calolziocorte.

L'omaggio in solitario del sindaco al monumento dei caduti per il XXV Aprile

Ghezzi ha ricordato anche le vittime del Covid: «Calolzio colpita più di ogni altro comune del Lecchese. Avremo occasione per tornare ad apprezzare i valori della nostra cultura e democrazia nella loro interezza. Non dimentichiamo chi tanti anni fa si sacrificò per noi»

Ha percorso da solo la salita a lato di corso Dante raggiungendo il Monumento dei Caduti per celebrare a nome delle autorità locali e di tutta la popolazione la ricorrenza del XXV Aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo. Il sindaco di Calolziocorte Marco Ghezzi ha così ricordato coloro che 75 anni fa combatterono per la libertà e la democrazia, «donando la propria vita per ciò in cui credevano», dedicando anche un sentito pensiero a tutte le vittime del Coronavirus. Proprio l'emergenza epidemica non ha reso possibile celebrazioni pubbliche in occasioni di questa ricorrenza. Ecco, di seguito, alcune delle dichiarazioni più significative e il link con il video integrale ripreso anche dal drone.

Clicca qui per vedere il video con il discorso integrale del sindaco Ghezzi

«Quello di quest'anno è un 25 Aprile che nessuno di noi avrebbe mai immaginato solo qualche mese fa, senza cortei, celebrazioni, popolo - ha sottolineato Ghezzi indossando la fascia tricolore - Ci troviamo infatti in piena emergenza sanitaria, sociale ed economica, come nel dopoguerra, a causa di un virus che sta portando morte e dolore nel mondo. Fatemi ricordare i tanti, troppi defunti di questi mesi, le sofferenze dei parenti e di tutti coloro che sono stati contagiati. A loro rappresento la vicinanza di tutta la popolazione che mi onoro di rappresentare. Calolzio ha pagato più di ogni altro comune del Lecchese questa pandemia. Ma non è finita. Quello che ci aspetta nei prossimi mesi è una sfida difficile. Si dovrà ripartire con spirito di sacrificio come ripartirono i nostri nonni e bisnonni dopo la seconda guerra mondiale. Dopo anni di oppressione, di lotta per le libertà, di tremende divisioni, il nazifascimo ci lasciò un Paese distrutto e diviso. Oggi noi vinceremo insieme il virus e insieme ritorneremo alla vita normale, anche se non sarà facile».

Un grande quantitativo di mascherine in distribuzione alle famiglie calolziesi

Il sindaco di Calolzio ha quindi concluso: «Avremo occasione per tornare ad apprezzare i valori della nostra cultura e democrazia nella loro interezza. Ciò ci spinge a ricordare chi tanti anni fa si sacrificò per la nostra libertà. Oggi più che mai dobbiamo tenere vivo il ricordo di queste persone».

La video lettura degli alunni in memoria dell'arciprete calolziese don Achille Bolis, vittima dei nazifascisti

E nella vicina Vercurago la scuola media Kolbe, che fa capo all'Istituto comprensivo di Calolzio, ha realizzato una video lettura a distanza per ricordare i valori del XXV Aprile, e in particolare la figura dell'arciprete calolziese don Achille Bolis, ucciso a San Vittore dai nazi-fascisti. Sono alcuni giovani alunni a ripecorrere alcune delle giornate più terribili della storia calolziese di 75 anni fa, fino all'arresto del sacerdote, rileggendo le pagine nel libro "A MIlano è morto l'arciprete".

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