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Domenica, 14 Aprile 2024
Notizie Mandello del Lario

Con Gordon alla ricerca degli amici a quattro zampe scomparsi

Intervento anche sulle vette lecchesi per il cane dell'unità cinofila del Nor guidato dall'operatore calolziese Giuseppe Brini

Sono diversi i casi in cui purtroppo anche gli amici a quattro zampe si perdono mettendosi in pericolo, magari durante un'escursione in montagna con il proprio padrone piuttosto che a pochi passi da casa dopo un improvviso allontanamento. Per favorire il loro ritrovamento e salvataggio i componenti del Team nazionale del Nor, il Nucleo operativo ricerca persone scomparse con cani molecolari di Opes Cinofilia, del quale fa parte anche il calolziese Giuseppe Brini, ha attivato anche un servizio a tutela degli animali scomparsi. Uno negli ultimi interventi, per fortuna a lieto fine, è stato portato avanti nei giorni scorsi in provincia di Lecco, in particolare in una zona boschiva a ridosso delle Grigne.

"Il dipartimento Nor del quale sono Responsabile per la formazione e unità cinofila in ricerca con cani molecolari, si è arricchito del settore 'Ricerca animali scomparsi' - spiega Brini - Con il collega Fabio Bonfanti, attraverso la struttura del Nor abbiamo già portato avanti diversi interventi di questo tipo, ultimo in ordine di tempo quello di Mandello del Lario con l'aiuto del cane Gordon. Quella di cani e gatti che si disperdono è una tematica ormai quotidiana e l'operatività di ricerca con cani molecolari riveste un'importante utilità, anche di carattere sociale".

L'intervento citato ha visto impiegata l'unità cinofila composta proprio da Beppe Brini con Gordon Grey Wolf "sul campo" e il collega Fabio Bonfanti alla logistica. La lunghezza del percorso ha sfiorato i 33 chilometri per un tempo effettivo di ricerca pari a 9 ore e 57 minuti, con un dislivello altitudinale del percorso dall’unità cinofila pari a 4.400 metri.

La cronaca dell'intervento

"Martedì 3 gennaio alle ore 17.45 siamo stati attivati attraverso il numero nazionale d’emergenza, per la richiesta di un intervento presso Mandello del Lario per la scomparsa risalente al giorno 1 gennaio di due cani in una zona boschiva a ridosso delle Grigne - racconta Giuseppe Brini - Come da protocollo abbiamo predisposto un’intervista conoscitiva dei fatti e dei soggetti al fine di reperire elementi utili per la ricerca. Alle ore 8.30 del giorno successivo (mercoledì 4 gennaio), l’unità cinofila del Nor in ricerca animali scomparsi si è portata sul posto con il cane Gordon e di concerto con il proprietario dei cani mi sono diretto a piedi verso quello che è stato indicato 20 ore prima come l'ultimo punto di avvistamento".

Giuseppe Brini con il cane molecolare Gordon.

Nel frattempo, da remoto, il "logistico" Fabio Bonfanti ha studiato cartograficamente la vastissima area, confrontandosi con l’unità cinofila circa il comportamento animale dei soggetti e mappando gli ipotetici spostamenti. Attraverso la presentazione del campione biologico di odore prelevato dal tappeto della cuccia dei due cani, l’unità cinofila ha così iniziato la ricerca, con il cane molecolare Gordon che ha escluso alcuni sentieri diretti a Nord e con Brini si è diretto verso il Zucco di Sileggio, una zona rocciosa e impervia situata a 1500 metri di quota.

Il calolziese Giuseppe Brini nel team nazionale di ricerca persone scomparse con cani molecolari

"Giunti sul posto Gordon ha indicato palesemente come direzione presa dai due soggetti quella che ridiscende verso Somana, frazione di Mandello, a quota 300 metri e analizzando anche le impronte delle zampe trovate sul terreno, il cane molecolare bypassando alcuni passaggi complicati e pericolosi per i quali sarebbero stati necessari imbraghi speciali, ha condotto il team attraverso i boschi verso valle, sino all’incrocio di più sentieri. Escluse tutte le altre direzioni tramite la lettura attenta dei 'negativi' del cane molecolare  - aggiunge il calolziese - abbiamo intrapreso il sentiero 15 che porta al rifugio Bietti Buzzi nel cuore della Grigna settentrionale a quota 1700 metri". 

Raggiunta poi l’alpe d’Era a quota 830 metri, l’unità cinofila ha così individuato i cani che stazionavano in quel luogo, descritti poco prima anche da un rifugista. A quel punto l’unità cinofila, ormai nel buio della notte, è quindi tornata verso valle, di fatto spingendo i cani scomparsi che non si facevano facilmente avvicinare, verso casa. "La coordinazione, il lavoro di Gordon e la strategy messa a punto hanno fatto sì che i due animali scomparsi potessero essere individuati e portati in salvo".

Un momento delle operazioni di ricerca.

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