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Cantiere Lecco: "Il Terzo Polo unica proposta credibile"

L'intervento del movimento centrista in vista delle prossime elezioni politiche

ll coordinamento di Cantiere Lecco e si è riunito nei giorni scorsi per riflettere sull'attuale situazione alla luce delle imminenti elezioni politiche del 25 settembre prossimo. Presenti i rappresentanti del movimento centrista, impegnati negli enti locali del territorio lecchese: Sergio Gatti (Mandello del Lario),  Francesco Manfredi (Verderio), Edoardo Colzani (Barzanò, Michele Peccati (Malgrate) e Denis Fazzini (Premana).

"Dopo un’attenta analisi di programmi e candidature degli schieramenti in campo, tenuto conto dei principi fondativi del nostro gruppo (del già coordinamento di Italia al Centro con Toti) territorialità, centralità nel panorama politico e agenda Draghi come unica soluzione per l'uscita della nostra nazione dall’emergenza in corso, abbiamo ritenuto all'unanimità di sostenere convintamente il Terzo Polo come una proposta politica concreta - scrivono i portavoce di Cantiere Lecco - Crediamo che le candidature espresse dalla coalizione centrista negli uninominali camera e senato rispettivamente: il sindaco di Calco e avvocato Stefano Motta e l’imprenditore Giuseppe Conti di Barzago, siano in grado di rappresentare al meglio il nostro territorio con le loro competenze tecniche, ed amministrative".

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"Aggiungiamo inoltre, che fortemente attenti al programma concentrato su temi unificanti e non divisi anche la presenza nel plurinominale di Luca Perego e la sua storia che non ci è vicina, non ci trova imbarazzati ma confortati da un ulteriore presenza locale, segno del grande rispetto del nostro territorio che possiamo definire unica. Riteniamo altresì che oggi, più che mai, sia fondamentale colmare la distanza tra cittadino e relativo rappresentante con persone radicate e presenti nel territorio stesso - aggiunge il coordinamento di Cantiere Lecco - rispondendo così all’appello lanciato da alcuni autorevoli rappresentanti dei corpi intermedi della provincia. La politica, dopo la caduta del Governo Draghi, ha il dovere di riavvicinarsi alla realtà e a tutti i corpi sociali inascoltati fino ad ora per motivo di mero interesse di parte a scapito di una visione tesa al bene comune".

"Nella speranza che quello che oggi è un cartello elettorale possa un domani divenire un soggetto politico aperto, inclusivo, con ampi spazi di democrazia interna che permettano crescita e selezione della classe dirigente, dove l'area popolare, liberale e riformista sia equamente rappresentata con pari dignità politica".

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