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Gattinoni, due anni da sindaco: “Abbiamo cambiato il passo, ora va tenuto”

Il primo cittadino vinse l'emozionante testa a testa con Ciresa per soli 31 voti

Mauro Gattinoni sindaco di Lecco, due anni dopo. L'attuale primo cittadino vinse all'inizio di ottobre 2020 al termine di un testa a testa emozionante e dall'esito clamoroso, deciso dalle sole 31 crocette in più messe sul nome del rappresentante del centrosinistra, che riuscì a battere il contendente Giuseppe "Peppino" Ciresa, candidato del centrodestra, al termine di una campagna elettorale infinita e allungata dal ballottaggio.

“Secondo anno a servizio della Città - ha scritto Gattinoni in un breve messaggio diretto ai lecchesi -. Tante cose sono state fatte, tanto si è seminato. Abbiamo cambiato il passo ma la strada è lunga e gli ostacoli non mancano (guerra, pandemia, costo energetico). Dopo due anni da Sindaco il principio è sempre quello, ancor più oggi: tenere il contatto con la gente, con i suoi bisogni reali e quotidiani. Mantenere sempre il dialogo, l'ascolto di ciascun cittadino, l'incontro quotidiano. Avanti! Teniamo il passo!”.

“Sarò il sindaco di ciascun lecchese”

Questa la lettera divulgata l'11 ottobre 2020, pochi giorni dopo l'insediamento: “Cari lecchesi, cari concittadini, con sincera emozione mi trovo a scrivere queste prime righe da sindaco della Città di Lecco rivolgendo a voi tutti un primo, caloroso saluto. Un saluto che estendo a tutte le Associazioni, alle Istituzioni e alle Autorità civili e religiose. All'indomani del voto ho espresso un desiderio e un impegno: essere il Sindaco non "di tutti", bensì di ciascuno! Un impegno reale e concreto, che rappresenta un messaggio di rispetto per la città tutta e un invito all'unità dopo una campagna elettorale lunga, estenuante, che ha visto il coinvolgimento vivo di centinaia di cittadini impegnati nelle diverse liste elettorali e come volontari, indice di una democrazia viva!”.

Elezioni Lecco 2020, Brivio cede la fascia a Gattinoni e si commuove: «Questa città mi ha dato tanto»

“Mi permetto di rivolgere un particolare pensiero ai candidati sindaco che con me hanno animato con idee e proposte il dibattito politico di questi mesi: Giuseppe Ciresa, Silvio Fumagalli e Corrado Valsecchi. Il meccanismo finale del ballottaggio ha prodotto inevitabilmente l'immagine forzosa di una città "polarizzata" sul piano politico. Tuttavia il vissuto reale ci racconta, per fortuna, tutta un'altra storia, fatta per lo più di dialogo e collaborazione: per questo mi impegno, fin da subito a rinforzare i legami della nostra comunità, mettendomi in ascolto di tutte le anime che la compongono, indipendentemente da colori e ideologie”.

“La nostra città ha di fronte tante sfide, a partire da quelle sanitaria, economica e sociale, che in questi giorni stanno richiamando la nostra attenzione; è importante però mantenere anche quello sguardo aperto e costruttivo verso la Lecco dei prossimi dieci anni: più bella, solidale, sostenibile e grande. I Lecchesi hanno scelto un progetto chiaro e concreto, quello di una città che cresce e investe nei talenti dei giovani, una Lecco a misura di famiglie e attenta ai suoi anziani, una Lecco che si prende cura dei suoi rioni e che guarda oltre i suoi confini. Una città che sappia cambiare passo, per aumentare il ritmo, ma senza lasciare indietro nessuno. È dunque scattata l'ora della responsabilità, occorre lavorare da subito per un progetto in cui ciascun lecchese sappia riconoscersi e di chiedere anche a ciascun lecchese, a ciascuna associazione, gruppo, istituzione, di contribuire generosamente facendo la propria parte: il Comune ha bisogno dei suoi cittadini per fare il bene della propria città, della propria comunità”.

“Grazie Virginio Brivio”

“Lasciatemi concludere con un sentito ringraziamento a Virginio Brivio che per 10 anni ha saputo mettersi al servizio di Lecco con totale dedizione e profondo senso delle Istituzioni, accompagnando con cura, competenza e discrezione la città anche nei momenti più difficili della pandemia. Ne raccolgo il testimone con serenità e gratitudine, perché il suo paziente lavoro ha preparato il terreno per costruire la città di domani. Ora si riprende il passo. Iniziamo subito a lavorare. Insieme. Grazie a tutti… noi!”.

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