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Kiplangat all'arrivo di Premana (newspower.it)

Kiplangat all'arrivo di Premana (newspower.it)

Corsa in montagna: en-plein africano a Premana! Bene l'Italia

I risultati del Mondiale

E' un vero e proprio successo africano quello che esce dal primo weekend iridato di Premana, sede dei mondiali di Corsa in Montagna. Oscar Chelimo, Risper Chebet, Lucy Murigi e Victor Kiplangat hanno dominato la rassegna valsassinese: tre ugandesi e una keniota che si sono accaparrati i quattro titoli. Ottime le risposte ottenute dal team italiano, che si è portato a casa ben cinque medaglie. La prossima settimana i riflettori si accenderanno sul Mondiale dedicato alle Lunghe Distanze.

SENIORES uomini (2 giri, 13 km, 860 metri di dislivello) – Per la quinta volta nella sua storia l’Uganda è regina della prova Seniores uomini: un predominio mai in discussione, con tre uomini al comando già a metà gara e una tripletta che coincide ovviamente con l’iride a squadre. La sfida tra connazionali è comunque accesissima: nel primo giro mattatori sono Fred Musobo, già campione del mondo nell’up&down nel 2015, e Joel Ayeko (classe 1998). Nella seconda tornata si scatena invece Victor Kiplangat, ancora 17enne, iridato Juniores un anno fa e tesserato per la Quercia Trentingrana: prima riprende Musobo nella salita verso Pezza Pra, poi raggiunge e stacca pure Ayeko e trionfa in solitaria in 52:31. Ayeko, argento, paga 19 secondi, Musobo addirittura 1:26. Dietro è battaglia e c’è parecchia Italia: nella prima tornata il capitano Bernard Dematteis duella con Joseph Gray (Usa) e con il favorito della vigilia, l’eritreo Petro Mamu, in gara anche domenica prossima sulle lunghe distanze.

Nella seconda il vicecampione del mondo 2015 riprende Mamu sulla salita, ma perde qualcosa nel finale. Chi finisce molto forte è il campione europeo Xavier Chevrier: sul rettilineo finale Premana si accende spingendo la sua volata che si conclude a pochi metri dalla quinta piazza di Mamu (quarto posto per Gray) mentre in settima chiude Bernard Dematteis. Per i due azzurri tempi rispettivamente da 55:47 e 56:04. Eccellente l’ultimo giro di Martin Dematteis, che rimonta quattro posizioni e chiude 12esimo in 57:58 superando nel finale anche Cesare Maestri (13esimo in 58:14). Con quattro azzurri nei 15 l’Italia è d’argento con 25 punti, nove in meno degli Stati Uniti di bronzo: tutt’altro che scontato alla vigilia.

SENIORES donne (2 giri, 13 km, 860 metri di dislivello) – Andrea Mayr, sei titoli mondiali tutti “only up”: l’azione più importante nella salita verso Pezza Pra nella prima tornata è proprio dell’austriaca. Nella discesa però si scatena Lucy Wambui Murigi, keniana a proprio agio sulle montagne italiane: l’atleta degli altipiani diventa imprendibile e trionfa poco oltre l’ora (1h01:26). Mayr regge comunque il colpo e conquista l’argento (1h02:44), il bronzo è della britannica Sarah Tunstall, che approfitta di una giornata di scarsa vena della svizzera campionessa d’Europa Maude Mathys (comunque quarta) per prendersi il bronzo in 1h04:16. L’Italia sogna al termine del primo giro: con Alice Gaggi sesta, Sara Bottarelli ottava, Roberta Ciappini decima e Ivana Iozzia le azzurre sono virtualmente campionesse del mondo a squadre. L’oro 2016 non verrà però replicato: nella seconda tornata risalgono la china gli Usa e calano le azzurre (Ciappini si ritira in vetta alla salita). Con 26 punti gli Stati Uniti sono campioni del mondo (Allie McLaughlin quinta la migliore, poi Addie Bracy ottava e Kasie Enman 13esima), l’Italia è d’argento con Gaggi settima (1h07:12), Iozzia 11esima (1h09:00) e Bottarelli 14esima (1h10:01) e l’orgoglio di averci provato, bronzo alla Repubblica Ceca.

UNDER 20 uomini (1 giro, 6,5 km, 430 metri di dislivello) – Come tra i Seniores domina l’Uganda: tra i “grandi” vince un atleta al di sotto dei 20 anni, tra gli Under 20 l’iride va a un corridore ancora allievo. Oscar Chelimo, classe 2001, trionfa in 26:46 dopo aver condotto la corsa praticamente dall’inizio alla fine.

Alle sue spalle si staglia l’azzurro e Premana può esultare: Daniel Pattis, altoatesino re della WMRA Youth Cup due anni fa, è secondo già al termine della salita di Pezza Pra e completa l’opera in discesa con l’argento in 27:42, a 56 secondi da Chelimo ma con 19 su Talon Hull, lo statunitense di bronzo (28:01). Per Pattis è un’estate d’argento: anche agli Europei era stato secondo. Un po’ sotto le attese la Romania: Dorin Rusu, campione europeo U20 dei 10.000 metri, termina quarto mentre l’oro di Kamnik Gabriel Bularda è ottavo. Andrea Prandi, valtellinese azzurrino dello scialpinismo, è protagonista in salita (quinto) ma paga nel finale: la sua 11esima posizione (28:58) conquistata gettando il cuore oltre l’ostacolo (tanto da essere soccorso dai sanitari subito dopo il traguardo) è fondamentale per il bronzo azzurro a squadre al pari della 12esima piazza di Andrea Rostan (29:16). Decisamente positivo è anche il debutto in Nazionale di Stefano Martinelli, 15esimo in 29:47. Il podio a squadre: Uganda campione con 13 punti, Romania argento a 22, Italia terza a 25.

UNDER 20 donne (1 giro, 6,5 km, 430 metri di dislivello) – “Se sapranno addomesticare la tensione possono essere la sorpresa”: le parole della vigilia del responsabile tecnico azzurro Paolo Germanetto si rivelano profetiche. Le azzurrine conquistano il bronzo a squadre con 33 punti dietro a Romania (24) e Stati Uniti (30): una medaglia che acquisisce ancora più valore se si tiene conto che la bellunese trapiantata in Valle d’Aosta Gaia Colli, migliore italiana all’Europeo, è vittima di una caduta in discesa e arriva stoicamente al traguardo con un ginocchio insanguinato in 14esima posizione (35:44), piazzamento decisivo per il podio per nazioni. Le due sorprese azzurre sono la piemontese Paola Varano e la siepista trentina Linda Palumbo, rispettivamente nona (34:50) e decima (35:09): il quartetto, completato da Anna Frigerio (30esima in 38:11), si merita gli applausi del pubblico di Premana. In vetta alla gara individuale si assiste alla fuga per la vittoria di un’ugandese: Risper Chebet trionfa in 31:46 lasciando a 1:16 la turca Bahar Atalay (33:02) e a 1:47 la statunitense Lauren Gregory (33:33).

TV - Sintesi di due ore su RaiSport, lunedì 31 luglio, dalle 21.50 alle 23.50.

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