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Anthony Farina

Anthony Farina

Olginatese, Farina all'inferno e ritorno

L'attaccante, che mercoledì ha deciso la partita contro la Caronnese, ha subito cinque interventi al cuore prima di poter tornare in campo

Mercoledì la prima squadra ha battuto la Caronnese e superato il turno di Coppa Italia grazie a una rete di Anthony Farina. Un gol diverso da tutti gli altri. Perché atteso per due anni e per di più segnato da un ragazzo che per i medici non avrebbe più potuto giocare a calcio.

“Ho passato un brutto periodo della mia carriera e della mia vita – racconta l’attaccante – Due anni fa quando arrivai a Olginate, mi fu riscontrato un problema cardiaco durante la visita d’idoneità all’attività agonistica. Gli accertamenti accertarono che avrei dovuto sottopormi a un’operazione cardiaca che mi avrebbe tenuto lontano dai campi per tanto tempo e così fui costretto a dire “addio” all’Olginatese prima ancora di disputare una gara ufficiale”.

Un addio che poi si è rivelato essere un arrivederci.
“In questi anni ho continuato a seguire l’Olginatese perché nonostante non fossi riuscito a giocare, mi era rimasta dentro. Quando poi è arrivata la telefonata del direttore generale Fabio Galbusera, è bastata una chiacchierata e sono finalmente tornato nel mondo bianconero”.

Nei mesi in cui sei stato lontano dal calcio, c’è mai stato un momento in cui hai pensato di non poter più rientrare?
“Qualcuno me l’ha detto. A Pavia i medici mi esortarono a interrompere la mia carriera. Ma non ci ho mai creduto. Per fortuna poi ho trovato la persona giusta, un luminare nel campo della cardiologia che dopo aver studiato le mie cartelle, mi promise che sarei tornato a giocare. E tre cardioversioni (in parole povere spegnere e riaccendere il cuore) e due ablazioni (sollecitazione elettrica del cuore) dopo, eccomi qui di nuovo a calciare il pallone”.

Quindi ora come stai?
“Mentalmente sono il solito Farina, quello che non molla mai. Fisicamente mi sto allenando benissimo con il preparatore Davide Ferranti che è straordinario, per riuscire a raggiungere il top della condizione che ancora non c’è. Ma sono sulla buona strada”.

Mercoledì è arrivato pure il primo gol con la nuova, vecchia maglia.
“Sono contento per il gol, ma più per la prestazione. Avevamo bisogno di una prestazione di squadra dopo la pessima gara contro il Pontisola. Serviva soprattutto per dimostrare a noi stessi che ci siamo e possiamo recitare la nostra parte in questo campionato”.

In effetti la squadra ha qualche difficoltà.
“Siamo quasi tutti nuovi e non abbiamo mai giocato insieme. Serve tempo e molto lavoro sul campo. Con le settimane diventeremo una squadra perché lo capisco dal modo in cui ci alleniamo. Non si tira mai indietro la gamba e si affronta tutto con personalità. Così si diventa una squadra. Nelle amichevoli e all’esordio in campionato non abbiamo convinto, ma il lavoro del mister e di noi giocatori verrà fuori”.

Domenica a Olginate arriva il Seregno, che insieme al Castiglione è sulla carta la squadra più forte del girone.
“Da calciatore voglio i tre punti. Anche giocando male. Ma giocando in casa, dobbiamo provare a fare la partita e a giocare bene. Dobbiamo scendere in campo con cattiveria e fame perché con la prestazione arrivano i risultati. Magari non subito, ma arrivano”.

fonte: usdolginatese.it

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