Covid-19: il dramma di Igualada, città gemellata con Lecco

È tra le località più colpite dall'emergenza in Spagna. Brivio chiama il collega sindaco Marc Castells: «Sentimenti di solidarietà e vicinanza. Ci attende un futuro diverso e dovremo essere capaci di aprirci al prossimo»

I gemelli di Igualada a Lecco

Igualada, gemellata con Lecco, è una delle città spagnole più colpite dall'emergenza Coronavirus, tanto che la stampa l'ha già definita "la Bergamo di Spagna". L'indice di mortalità nella cittadina iberica sarebbe di 63 decessi ogni 100mila abitanti. 

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Una situazione tragica che ha destato anche l'interesse del sindaco di Lecco Virginio Brivio. «La pandemia ci dimostra che tutto il mondo è paese (per dirla in gergo) e che il Coronavirus si è incaricato di abbattere i muri e scolorire i confini, trattando il locale e il globale con la stessa ferocia. Ci costringe inoltre ad alzare lo sguardo, non per consolarci, ma per ammonirci che gli schemi del passato, anche recente, non valgono più. In questo senso - prosegue Brivio - ho anche colto il dramma di Igualada, la cittadina della Catalogna  gemellata con Lecco, che ha registrato il triste primato dei morti rispetto al numero di abitanti (circa 40mila). Gli scambi culturali, istituzionali e commerciali del passato hanno lasciato il posto a un sentimento di solidarietà, di vicinanza e condivisione. Ho sentito telefonicamente lunedì il sindaco Marc Castells, provato e affranto, ma anche determinato nella "disperata" ricerca di soluzioni per quella sua città, che viene associata a Bergamo e a quel che rappresenta simbolicamente con i suoi cortei di bare anonime, che ci resteranno per sempre tatuate nella memoria. E il sindaco si è poi messo in contatto anche con il collega Giorgio Gori per confrontarsi e strappare qualche consiglio utile e concreto da chi tra gli amministratori locali è diventato l'emblema dell'umana tragedia».

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«Abbiamo il dovere di indicare una prospettiva»

«Mentre penso ai miei concittadini, e provo in tutti modi ad alleviare se non le sofferenze almeno i disagi, i lutti, i bisogni materiali e non solo, trovo in questa nuova dimensione il segno di un futuro che non sarà più uguale a prima e dovrà renderci capaci di aprirci al prossimo nella sua più completa accezione: sia una persona, sia un popolo, sia una comunità lontana qualche chilometro o anche migliaia. In queste ore occorre anche non abbandonarsi allo sport dei pronostici e delle previsioni, ma abbiamo il dovere di indicare una prospettiva, una via che deve diventare per tutti la strada maestra della rinascita. I numeri scandiscono la giornata e anche l'annuncio di un calo dei positivi e dei contagiati è un sospiro di sollievo. Ma sono solo gocce di ottimismo e gli stessi scienziati non osano andare oltre. Attendiamo a breve da Governo e Regione l'aggiornamento (e l'arco temporale) delle misure di prevenzione che tanto incidono nella nostra vita quotidiana, ma che sono il bene prezioso per generare salute per tutti. Quel che importa, a Lecco come altrove, è che non si verifichi un calo dell'attenzione e della tensione. Intendo quella civile quella perché quella psicologica alberga dentro di noi senza sosta».

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