Cardiologia, Lecco fa scuola a livello nazionale

Al Manzoni si è tenuto il corso "Tecniche diagnostiche e terapeutiche in Terapia Intensiva Cardiologica: approccio Eco-guidato al letto del paziente". Favini, Direttore generale di Asst: «Siamo all’avanguardia in Italia in questo tipo di cure»

Negli ultimi quindici anni le Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC) hanno subìto un notevole cambiamento per l’aumento esponenziale della complessità dei pazienti trattati e delle possibilità terapeutiche. Anche quest’anno, dopo un corso sulle metodiche di ventilazione non invasiva effettuato lo scorso novembre, il 19 dicembre si è svolto presso l’ospedale Manzoni di Lecco un corso sulle “Tecniche diagnostiche e terapeutiche in Terapia Intensiva Cardiologica: approccio Eco-guidato al letto del paziente”, patrocinato dall’Omceo (l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Lecco) oltre che dall’Anmco (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e dell’Acca (Acute Cardiovascular Care Association della Società Europea di Cardiologia - Esc), che ha come obiettivo il miglioramento della qualità e dell’efficacia di cura dei pazienti con patologie cardiovascolari acute. Quaranta i posti disponibili al corso teorico pratico: 15 riservati agli specialisti provenienti dagli Ospedali dell’Asst di Lecco e 25 assegnati ai medici afferenti dalle Cardiologie e dalle Unità Coronariche lombarde.

«Sempre più i nostri medici dimostrano che una buona qualità di cura si basa su un’attenta e continua formazione - dichiara Paolo Favini, direttore generale dell’Asst di Lecco. Nel caso di questo importante corso, poi, l’eccellenza dei nostri cardiologi e dell’alta specialità del Dipartimento Cardiovascolare è riconosciuta a livello nazionale e internazionale e questo ci rende molto fieri».

Savonitto, direttore della Cardiologia: «L’Unità è cresciuta molto anche a seguito dell’evoluzione tecnologica»

«L’Unità di Cura Coronarica tradizionale si è evoluta, in questi anni, in Unità di Terapia Intensiva Cardiovascolare a seguito del cambiamento della popolazione dei pazienti ricoverati e dell’evoluzione tecnologica - afferma Stefano Savonitto, direttore della Cardiologia del Manzoni - Lo spettro delle condizioni trattate comprende le sindromi coronariche acute, lo scompenso cardiaco acuto, le sindromi aortiche, le patologie valvolari, le sindromi pericardiche, lo shock, l’embolia e l’ipertensione polmonare, le aritmie e la sindrome post arresto cardiaco; inoltre coesistono spesso varie comorbilità come la sepsi e l’insufficienza renale acuta. La conseguenza di questa evoluzione è la frequente necessità di tecniche diagnostico-terapeutiche invasive nell’attività quotidiana del Cardiologo intensivista - aggiunge Savonitto - L’uso dell’ecografia “bedside” ha aumentato notevolmente la sicurezza e l’efficacia delle procedure cardiologiche intensive, anche nel contesto di una terapia antitrombotica sempre più aggressiva».

Sotto la guida del Direttore della Cardiologia lecchese, un gruppo di cardiologi dedicati (Giorgio Bassanelli, Alfredo Bianchi, Laura Lenatti e Andrea Farina), l’Unità di Terapia Intensiva Cardiovascolare (UTIC) di Lecco ha particolarmente sviluppato negli anni competenze d’avanguardia con una crescente capacità d’intervento e una produzione scientifica di primo livello. La solidità e completezza dell’offerta clinica è garantita dall’essere parte di un Dipartimento Cardiovascolare completo di Cardiochirurgia, Chirurgia Vascolare e Terapia Intensiva Cardiochirurgica, in grado di fronteggiare tutte le emergenze e complicanze cardiovascolari. Dal 2018, l’UTIC del Manzoni ha iniziato a svolgere corsi di formazione teorico-pratici per cardiologi provenienti da altri ospedali accreditati e supportati dalle società scientifiche cardiologiche nazionali ed internazionali.

«L’importante corso che si è svolto in questi giorni, rivolto a tutti i cardiologi lombardi - sottolinea infine Andrea Farina, specialista dell’Unità Coronarica dell’Asst Lecco e responsabile scientifico dell’evento - ha proposto ai partecipanti un approfondimento sulle conoscenze teoriche e pratiche nella gestione del paziente in terapia intensiva cardiologica e sull’utilizzo delle moderne strumentazioni atte a migliorare l’efficacia e la sicurezza delle cure in condizioni cliniche ad alto rischio di vita».

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